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Ma è giusto essere "prigionieri" di Mazzarri?

Gli ultimi sviluppi tecnici e non, fanno sorgere molti dubbi sulla "carta bianca" conferita dalla società al tecnico toscano

Ma è davvero cosa "buona e giusta" essere prigionieri di Mazzarri? E' davvero così indispensabile consentire al tecnico toscano di fare il cosiddetto "bello e cattivo tempo", oramai senza alcun freno (vedi la questione Lavezzi-Sardegna)?

Queste sono domande che i tifosi più attenti, visti gli ultimi sviluppi tecnici e non, si stanno ponendo a giusta ragione.

La questione Lavezzi, con la forte presa di posizione pubblica del tecnico, che ha voluto concedere questo supplemento di vacanza al suo pupillo, rischia di diventare un boomerang letale per gli equilibri tra lo staff tecnico da una parte e la squadra e la società dall'altra.

Evidentemente aveva ancora una volta ragione l'istintivo presidente De Laurentiis, quando giovedì sera davanti a tale richiesta aveva mandato tutti a "quel paese", salvo ritornare sui propri passi il giorno dopo.

Cosa penseranno ora Zuniga, tornato dalle vacanze insieme a Lavezzi è già da quattro giorni a sgobbare nella calura di Castelvolturno, Gargano rientrato addirittura in anticipo rispetto alla data prestabilita, e Cavani che rientrerà martedì, nel vedere il loro compagno protagonista delle notti d'agosto della Costa Smeralda mentre si allenano e lavorano regolarmente?

Stavolta i cosiddetti "equilibri di spogliatoio", sull'altare dei quali bisogna sacrificare tutto e tutti, rinunciando persino all'acquisto di un altro attaccante o di un altro esterno sinistro pur di trovare una collocazione in rosa a Lucarelli e Aronica, non rischiano di essere messi a dura prova?

Ma giacchè ci siamo, proviamo a fare fino in fondo gli avvocati del diavolo e chiediamoci se poi è vero che basta solamente un "gruppo solido" per vincere. Se Cavani lo scorso anno non avesse realizzato 26 gol in campionato e 7 in Europa League, Mazzarri con ogni probabilità sarebbe arrivato 5° o 6° in campionato e sarebbe stato sbattuto fuori dall'Europa ai gironi senza vincere neanche una partita.

Il gruppo, dunque, è sì importante, ma soprattutto a livello europeo serve anche la qualità dei giocatori per vincere le partite e di sicuro il Napoli, che torna in Champions o Coppa dei Campioni che dir si voglia, dopo 20 anni esatti, non può rischiare di regalare al proprio pubblico magre figure.

Su questo tasto bisogna battere forte, perchè anche chi non ha mai visto una partita di calcio in vita sua, si è accorto in occasione dei test con Penarol e Siviglia, che se dovessero mancare Cavani e Lavezzi, lì davanti il Napoli farà davvero fatica ad impensierire le difese avversarie. L'acquisto di un quarto attaccante di spessore, magari non proprio allo stesso livello dei tre tenori, ma quanto meno appena un gradino sotto, è qualcosa di imprescindibile per questa rosa, a cui non si può derogare anche se "Lucarelli che fa gruppo dovesse poi finire in tribuna".

C'è bisogno anche di un pò di coerenza: gli equilibri di spogliatoio prevalgono sull'aspetto tecnico quando si deve rinunciare ad un altro attaccante forte per lasciar spazio a Lucarelli, uomo e professionista ineccepibile, e poi questi stessi equilibri vengono mandati a carte quarantotto se c'è da accontentare Lavezzi perchè fondamentale per la squadra dal punto di vista tecnico?

 

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