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Napoli-Milan, i tifosi annunciano la protesta: "Presi in giro dalla società"

Gli ultras si sono dati appuntamento alle 16.30 fuori al Maradona con bandiere, stendardi e fumogeni: "Assurdo vendere a 90 euro un posto in curva inferiore"

Contro il Milan il Maradona resterà muto per protesta. C'è qualcosa che rovina i preparativi di una festa per la quale è già partito il conto alla rovescia. E' lo scontro, ormai aperto, tra la Società Sportiva Calcio Napoli e il tifo organizzato. A darne ennesima dimostrazione la diffusione di un comunicato degli ultras che annunciano un presidio a piazzale Tecchio, davanti allo Stadio Maradona, domenica 2 aprile dalle 16.30, poche ore prima del big match di campionato. La nota specifica che ci saranno bandiera, fumoni e stendardi. 

Un nuovo elemento di acredine è stato dato dai prezzi dei biglietti di Napoli-Milan: "Novanta euro per un settore popolare è stata la scelta della Ssc Napoli, con in più l’ennesima presa in giro: equiparazione di prezzo tra l’anello superiore e quello inferiore, quest’ultimo, definito perfino dagli addetti ai lavori “tribuna non vedenti” per la scarsa visuale che si ha del campo da gioco. Il signor De Laurentiis pensa sicuramente ad una sola famiglia, che fa record di incassi: la sua". 

La nota, poi, prosegue: "Come è noto, è vietato, ormai da mesi, a tutti, ultras e non, l’ingresso di qualsiasi vessillo e simbolo di appartenenza alla squadra a causa di un capriccio di questore, sindaco e ADL, spegnendo di fatto la passione ed il calore che avrebbero dovuto accompagnare il Napoli alla vittoria del campionato italiano. È per questi motivi che domenica 2 aprile, la nostra partita inizierà dalle ore 16.30 a piazzale Tecchio. Ci ritroveremo con bandiere, stendardi e fumoni per ricreare quell’atmosfera che ci è negata all’interno dello stadio. Sono tutti invitati a partecipare, soprattutto quelle famiglie che non possono permettersi il 'lusso' di poter entrare. Portate con voi i nostri colori".

Infine, l'annuncio della protesta all'interno dello stadio: "In curva resteremo in silenzio e torneremo a cantare fuori oltre il novantesimo per quella città e quella maglia che abbiamo sempre difeso". La scontro tra tifosi e società resta una mina vagante che, si spera, non intacchi la serenità della squadra. Il campionato non è ancora vinto matematicamente e c'è la Champions da giocare. Farlo con un'atmosfera pesante, sarebbe molto più difficile.

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