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Cucci: "Il Napoli è una squadra vera"

Il noto giornalista esalta il collettivo di Mazzarri

Italo Cucci ha commentato la domenica calcistica per Italpress. Ecco quanto evidenzia Napoli Today: "Non vi piace abbastanza il Napoli? Fate vobis. A parte l’Udinese, che chiameremo la Bella Addormentata svegliatasi in ritardo (ma chissà…) la squadra del vesuviano Mazzarri Walter così antipatico per la sua furente italianità è quanto di meglio offre da tempo il campionato, una squadra vera, insomma, e non un Milan che incespica e balbetta appena gli tolgono di prepotenza il discusso Ibrahimovic (discusso dagli incompetenti, naturalmente); e neppure un’Inter che già si fa fascinosa ma appartiene ancora alla Fortuna di Leonardo e alla classe di Eto’o. Leonardo affascina per l’invenzione di un modulo che neanche Brera avrebbe individuato freddamente, o i suoi tardi (?) eredi per numeri: il Modulo Armonia. Altro che Mourinho, non c’è rabbia, in questa Inter, c’è una grazia violenta che l’ha improvvisamente resa simpatica a tutti (o pretendo troppo: simpatica a me, allora, che in Coppacampioni ho fatto un salto come Bubka). Ma a quest’Inter che sta risalendo la china come fece la Benemata 1964/65, mangiando nove punti proprio al Milan e vincendo lo scudetto con tre punti di vantaggio nel tempo in cui la vittoria di punti ne dava due, solo due; a quest’Inter che si giova dei nervi distesi, di una naturale allegria subentrata alle rabbie mourignane: a questa squadra s’oppone più che mai il Napoli della solidarietà che iersera è stata svelata – spiegata – da Cavani con la rivelazione di quel balletto un po’ sgraziato realizzato dopo il bellissimo pallonetto/gol del due a uno, della vittoria che tiene il Napoli alle spalle delle milanesi ormai avviate – con paura? – al derby decisivo che potrebbe far felice davvero Mazzarri. Hamisk lo slovacco, Lavezzi l’argentino, Cavani l’uruguagio sono i Tre Tenori magnifici che danno puntuale spettacolo al San Paolo e vengono presi in considerazione forse da quelli – come me – che per l’espressa ammirazione di gran gioco sono ormai marchiato come mandolinista. Il segreto di questo Napoli (e intanto sento dire da qualcuno che s’appresta a saltar sul carro “che grande squadra!”) è l’esser squadra, avere piedi buoni e una rara preparazione fisica che ormai lo spinge da mesi. Da che traggono tanta forza, gli azzurri? Svelo io un segreto: dall’essere pochi titolari che giocano sempre, mentre altrove panchinate di campioni mal utilizzati favoriscono crolli psicologici e muscolari. Un esempio per tutti, la demolizione progressiva di Cassano, uno che per essere Fantantonio (come meriterebbe) dovrebbe giocare sempre. Beato Leonardo che non ha troppo da scegliere. Beato Mazzarri che ha sempre quelli, sempre quelli, belli e terribili. Ma infinitamente modesti. Come Edinson Cavani, il ragazzo originario di Maranello, se volete un Cavallino Rampante".

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