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Napoli-Juventus: il film della serata con gli occhi dei tifosi

Le immagini della città durante e dopo la finale di Coppa Italia: dalla trepidazione del pomeriggio agli schermi nei ristoranti; dall'esultanza per la vittoria alla festa in piazza Trieste e trento, fino all'attesa (inutile) alla stazione centrale

 

Sembrava un partita poco attesa. Poche bancarelle, poche bandiere. Napoli nascondeva la trepidazione per la finale di Coppa Italia all'interno delle mura domestiche, oppure nel profondo dell'animo di chi, dopo 2 mesi e più di reclusione sembra provare quasi imbarazzo nello stare per strada. 

Anche coloro che hanno scelto di seguire la partita nei locali si sono ritrovati in una situazione insolita, con tavoli distanziati e le mascherine alla bocca, privati d quella prossimità fisica tipica del tifo pallonaro. La l'adrenalina è salita quando sono arrivati i calci di rigore. Qualcuno si è alzato da tavola. Altri, quando Meret ha respinto il primo rigore di Dybala, hanno dato il cinque allo sconosciuto del tavolo accanto.

E' stata la prima crepa al protocollo anticovid, che si è poi letteralmente frantumato quando Milik ha realizzato il rigore che ha regalato la Coppa al Napoli. La gioia è diventata più forte della preoccupazione, almeno per una notte. E quando ancora la squadra non aveva alzato il trofeo in tv, erano già decine i ragazzi che si erano tuffati nella fontana del carciofo. Intorno a loro, in piazza Trieste e Trento, una folla prima d centinaia, poi di migliaia di persone, soprattutto giovani, ma anche adulti con bambini. 

Le strade sono diventate impercorribili in breve tempo e i parcheggi sono diventati selvaggi come solo nell'epoca maradoniana si ricorda. Fumogeni, cori, qualche petardo. Se non si fosse insinuato, di tanto in tanto, il pensiero del Coronavirus e del rischio contagio di fronte a un tale assembramento, sarebbe stata "solo" una magnifica festa di colori e calore. 

La moltitudine, poi, si è spostata in piazza Garibaldi, nella speranza di poter abbracciare i giocatori. Un'attesa vana, ma non per questo meno spettacolare, perché la Società, per motivi di sicurezza, ha deciso di far fermare il treno ad Afragola. Niente abbraccio con la squadra, ma nessuno è tornato a casa deluso. 

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