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Napoli-Dnipro, rischio porte chiuse o campo neutro

L'Uefa ha intimato al club partenopeo di eseguire alcuni lavori urgenti ed indifferibili allo stadio San Paolo, pena la mancata concessione dell'agibilità per il match di Europa League contro gli ucraini

Il Napoli rischia di non giocare allo stadio San Paolo la gara di Europa League contro il Dnipro, in programma il prossimo 8 novembre alle ore 19,00. L’Uefa ha infatti intimato al club partenopeo di eseguire alcuni lavori urgenti ed indifferibili all’impianto di Fuorigrotta, pena la mancata concessione dell'agibilità per il match internazionale contro gli ucraini.

Si tratta, come spiega Gianluca Vigliotti su Il Mattino, di eliminare ogni tipo di pericolo derivante dall’eventuale distacco degli intonaci che ricoprono gli anelli inferiori e superiori dello stadio.

L’Uefa, notificando l’apertura del procedimento, ha concesso al Napoli un termine perentorio, sino a lunedì 22 ottobre, per comunicare le modalità di intervento che la società intende attuare onde eliminare ogni tipo di pericolo per il distacco degli intonaci fatiscenti. Ricevute le note di replica, l’Uefa emetterà il provvedimento definitivo, e deciderà se concedere o meno al Napoli l’autorizzazione a giocare allo stadio San Paolo la gara contro il Dnipro.

Il tempo stringe ed il Napoli ha affidato la pratica all’avvocato Mattia Grassani che dovrà in tempi ristretti tracciare le linee difensive ed inviarle all’Uefa. Nell’eventualità l’organismo europeo non dovesse ritenere sufficienti le note di replica e le relative assicurazioni di un pronto intervento per eliminare ogni tipo di pericolo, la partita contro il Dnipro potrebbe essere giocata in campo neutro, o in via subordinata a porte chiuse.

La società appare comunque tranquilla: "Sono arrivate comunicazioni in ordine allo stadio San Paolo da parte dell’Uefa, come già successo in passato, e le stiamo valutando".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'assessore allo Sport del Comune di Napoli Pina Tommasielli, che ai microfoni di Radio Marte spiega: "Siamo al lavoro per rispondere alle richieste dell'Uefa con un progetto perché entro l'8 non possiamo fare certo i lavori. Tranquillizzeremo l'Uefa sul fatto che interverremo in tempi brevi. Non sono lavori invasivi dal punto di vista strutturale".

 

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