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De Laurentiis: "Siamo all'appuntamento con la storia"

Il presidente del Napoli ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport alla vigilia del match con il Chelsea

Aurelio De Laurentiis ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, alla vigilia del match con il Chelsea. Ecco quanto evidenzia Napoli Today: "Siamo all’appuntamento con una partita storica. Il merito di questo percorso è principalmente di tifosi inimitabili, la nostra vera forza. Ogni gioia è loro. Io ho ricevuto tanto e sono grato a questo popolo che non ci ha mai fatto mancare la possibilità di sentirci gratificati. Eravamo nulla, siamo tra le prime sedici squadre in Champions, che poi vuol quasi dire del Mondo. Non si tratta, però, di miracolo, ma bensì di programmazione".

RAFFRONTO CON IL NAPOLI DI MARADONA - "C’è stato un Napoli grandissimo, quello dei trionfi, quello indimenticabile di Maradona, quello di Careca e Giordano: è un fulgido esempio d’un periodo da conservare gelosamente. Lo teniamo lì, senza aver la pretesa di far paragoni o accostamenti. Noi abbiamo il dovere di ricordare chi siamo, quando siamo venuti al mondo e come: e orgogliosamente ci godiamo quel che stiamo costruendo, nel solco di un’eredità gloriosa".

PRONOSTICO CHELSEA - "Inutile perder tempo, stavolta non faccio pronostici, né mi sbilancio: mi lego solidamente alla mia superstizione e lascio che parlino gli altri. A Firenze abbiamo giocato una partita strepitosa, bellissima, un piacere per gli occhi, sembravamo leoni. E domani sera, quelli saremo. Ma il Chelsea ha talenti autentici e di esperienza, può riprendersi all’improvviso. Noi, però, abbiamo due vantaggi e gli inglesi non ne sono particolarmente consapevoli: il nostro dodicesimo uomo in campo è il tifoso, ognuno di loro e per un totale di sessantamila; e poi c’è il tredicesimo: e quello è san Gennaro".

VICINANZA ALLA SQUADRA - "Volevo far sentire ai ragazzi l’affetto del club, del presidente, di una società che devono ritenere sempre al loro fianco. Io credo di conoscerli tutti e bene e so che abbiamo un gruppo di uomini straordinari, con valori e con rispetto per la liceità dei comportamenti. Era un periodo in cui la sorte non ci sosteneva, s’avvertiva qualche disagio: io sono il loro amico, ho qualche anno in più e forse anche un pizzico d’esperienza, volevo che capissero di poter contare su di me nel caso in cui avessero qualche problema".

 

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