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Ad10s Diego, Napoli si risveglia senza la sua leggenda

Città in lutto dopo la morte del suo campione. De Magistris e De Laurentiis d'accordo sull'intitolargli lo stadio. Stasera verrà celebrato nel corso di Napoli-Rijeka

Si risveglia senza il suo Diego, Napoli. Unita nel lutto ad un'Argentina spezzata dalla morte del D10S, la città lo ha celebrato prima ai Quartieri Spagnoli, davanti al murale che lo ritrae. Poi intorno al tempio della sua chiesa, allo stadio San Paolo di Fuorigrotta.

Maradona è morto poco dopo le 17 ore italiane, le 13 in Argentina, dove si trovava. Arresto cardiaco: sei ambulanze si erano affrettate per tentare di salvarlo. Inutilmente.
Napoli si è silenziata, sperando prima che la notizia non fosse vera, poi comprendendo a poco a poco la portata di quanto fosse successo.

Ma a confermare il dramma ci si sono messi tutti i giornali del mondo, sportivi e non. Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha decretato il lutto cittadino e acceso le luci del San Paolo per una notte che si stava annunciando più buia delle altre. Ed insieme a numerosi altri esponenti politici cittadini, ha proposto di intitolare al campione il catino di Fuorigrotta.

Il club azzurro, che deve a Maradona i suoi due scudetti e grandissima parte della propria gloria e notorietà nel mondo, ha fatto nero il suo logo. "Non ci sono parole", solo tristezza, hanno spiegato da Castel Volturno. Quella Castel Volturno, quel centro sportivo, quelle maglie, che hanno visto Diego Maradona per l'ultima volta il 18 gennaio del 2017. Un abbraccio col rifondato club rimasto l'ultimo tra il Pibe e la sua squadra più amata.

"Diego era leggenda. Il fenomeno più importante della storia del calcio. Nessuno può essere paragonato a lui, è stato unico. Un genio, un pittore del calcio: maledetto e formidabile, un po' caravaggesco...", sono state le parole di Aurelio De Laurentiis, d'accordo con il sindaco nel titolare all'asso argentino lo stadio. "Una bella proposta, dobbiamo portarla avanti. Ma già stasera vorrei mostrare sui maxischermi di Fuorigrotta il suo volto, durante la partita di Europa League contro il Rijeka. Vediamo se la Uefa ci autorizzerà". Ci sarà il minuto di silenzio – come su tutti i campi del pianeta – i calciatori saranno col lutto al braccio, mancheranno i tifosi sugli spalti a causa del Covid. Sarà una celebrazione silenziosa, inimmaginabile prima di quanto di terribile è accaduto quest'anno.

"Dal primo giorno in cui sei arrivato nella nostra amata città, sei diventato un Napoletano doc – ha scritto Lorenzo InsigneHai dato tutto per la tua gente, hai difeso questa terra, l'hai amata. Ci hai regalato la gioia, i sorrisi, i trofei, l'amore. Sono cresciuto sentendo i racconti della mia famiglia sulle gesta di Maradona, vedendo e rivedendo le tue infinite partite. Sei stato il più grande giocatore della storia, sei stato il Nostro Diego. Ho avuto la fortuna di incontrarti, parlarti, conoscerti e non ti nego che mi tremavano le gambe. Per me hai sempre avuto belle parole, parole di conforto che non potrò mai dimenticare e che custodirò per sempre dentro di me. Da tifoso, da Napoletano, da Calciatore: Grazie di tutto D10S. Ti ameremo per sempre".

Molto bello anche l'omaggio di Dries Mertens, diventato recentemente capocannoniere nella storia del club sottraendo il primato proprio a Maradona. "Quando 7 anni fa mi hanno proposto di venire qui, il mio pensiero è subito andato alle magie che ti ho visto fare in maglia azzurra: Se negli ultimi anni il mio nome è stato messo vicino al tuo mi scuso, perche non potrò mai essere alla tua altezza, quello che hai fatto per la "nostra" città resterà per sempre nella storia. Da oggi indossare questa maglia sarà una responsabilita maggiore. Ciao idolo, è stato un orgoglio conoscerti...".

L'unico di quei tempi scolpiti nella storia è il magazziniere Tommaso Starace. "Già mi manchi", le sue parole. Lo stesso pensa Napoli, pensa l'Argentina. Lo stesso pensa il calcio. Che da ieri non è più lo stesso.

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