Mertens: "Ecco perchè i tifosi mi chiamano Ciro. Gattuso perfetto per il Napoli"

L'attaccante azzurro ha rilasciato una lunga intervista al portale ufficiale della Uefa

Mertens (foto Ansa)

L'attaccante del Napoli Dries Mertens ha rilasciato una lunga intervista al portale ufficiale della Uefa

Sei passato dal Psv Eindhoven al Napoli nel 2013. È stato uno shock dal punto di vista culturale? Quali sono state le tue prime impressioni della città?

"Sì, assolutamente. Per me è stato un grande passo venire qui, in una grande squadra che gioca in Champions League. Devi sentirti a casa, adattarti, imparare la lingua e capire come vive la gente, e io l'ho fatto. Così è molto più facile".

Ovviamente segui una dieta molto rigida. Sei riuscito a provare la cucina napoletana?

"Il calcio ha la priorità. Non è facile stare a dieta quando giochi nel Napoli, perché il cibo è buonissimo, ma devi anche goderti la vita perché è importante".

Qual è il tuo rapporto con i tifosi del Napoli?

"Qui la gente respira calcio. Non solo i ragazzi o i quarantenni, ma anche le nonne e i bambini: è una pazzia! È una cosa tutta italiana: ti svegli, prendi il caffè e parli solo di calcio. Mi chiamano "Ciro", uno dei nomi napoletani più tipici; credo che sia perché ho iniziato a vivere come loro. Vado molto in città: mi piace il cibo, il mare e tutte le isole intorno".

A Napoli hai giocato con diversi allenatori. A Maurizio Sarri va il merito di averti cambiato di ruolo, spostandoti al centro. Avevi già valutato questo cambio di posizione?

"Alla prima stagione con Sarri ho giocato solo sei partite da titolare. Io impazzivo, ma lui mi diceva: "Sei importante per me e per la squadra; non preoccuparti, avrai le tue occasioni". Un giorno mi ha fatto giocare al centro e sono rimasto molto contento, perché mi è cambiata la vita. Mi ha messo lì e mi ha detto: 'Sono sicuro che farai bene'".

Alla fine dell'anno scorso è arrivato Gennaro Gattuso. Come vanno le cose con lui?

"È un bravissimo allenatore. Credo che sia perfetto per il Napoli in questo momento, perché dà molte opportunità ai giovani e potrebbe essere un ottimo allenatore per il futuro. Ha vinto molto da giocatore e sa cosa significa vincere. È una qualità che mancava un po' alla squadra. Lo stesso vale per Ancelotti: ha vinto molto e voleva cambiare la nostra mentalità".

Parliamo della stagione del Napoli in Champions League.

"Quest'anno sta andando bene. Ho già segnato sei gol e sono molto contento. L'unica cosa negativa è che ne abbiamo subito uno contro il Barcellona. Sappiamo che sarà una partita molto difficile, ma se ci prepariamo bene non si sa mai quel che può succedere. Vincendo 1-0 sarebbe stata un'altra partita, ma alla fine hanno segnato l'1-1 e ora portiamo questo risultato a Barcellona".

Al ritorno giocate al Camp Nou. Che cosa ti aspetti dalla partita? Quale sarà la chiave per vincere?

"Loro giocano un calcio incredibile in casa; sarà difficile, ma lo sapevamo già e siamo fiduciosi. La chiave è segnare, perché se non ci riusciamo siamo eliminati: ci prepariamo per questo, poi vedremo".

Alla prima giornata avete battuto il Liverpool campione in carica. Che cosa ricordi di quella partita e della seconda ad Anfield?

"Abbiamo giocato molto bene all'andata. Ricordo che il Liverpool era come una macchina. I giocatori hanno corso non so quanti chilometri. Abbiamo controllato i dati ed era incredibile: correvano come tre squadre. Siamo fieri, perché giocare contro il Liverpool in questo momento è difficile. Abbiamo vinto e loro non perdevano da tanto tempo. Anche in casa loro abbiamo giocato bene. Non perdevano in casa da un anno e ho segnato l'1-0, che è sempre bello. Alla fine sono riusciti a chiuderla sull'1-1, ma abbiamo giocato un'ottima partita".

Con 125 gol, hai superato Maradona e Hamsik nella classifica cannonieri assoluta del Napoli.

"Ho giocato con Hamšik – servendogli anche molti assist – ma non ho mai pensato: 'Devo superare il suo record'. Pian piano, però, ho iniziato a pensare: 'OK, mi avvicino a Maradona, mi avvicino ad Hamšik'. Alla fine il momento arrivato ed è stato incredibile, perché non sono arrivato qui pensando di diventare il miglior marcatore di tutti i tempi".

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