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Mazzarri: "Ho fatto un voto che non rivelerò mai e che scioglierò a fine campionato"

Il tecnico azzurro ha rilasciato una lunga intervista a Il Mattino

Walter Mazzarri ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Mattino. Ecco quanto evidenziato da Napoli Today: "La mia avventura al Napoli finora? Tredici mesi di vertiginosa crescita, imprevedibile per gli altri. Ai risultati aggiungo la nostra interpretazione del calcio: bella, propositiva, divertente. Ai giocatori dico di non accontentarsi mai e non metto limiti alle possibilità e alla crescita della squadra. Sono un ottimista, però niente proclami. Gli obiettivi devono fissarli i club che nelle loro centenarie tradizioni hanno sempre avuto posizioni di vertice e contano su calciatori di grande esperienza internazionale. Società e squadra lavorano affinché si crei un'organizzazione che consenta di raggiungere e mantenere certi livelli. Ma non dobbiamo fare le cicale. Il presidente parla di un progetto di cinque anni per assestarsi su quelle posizioni. Non bisogna fare come la cicala: un anno straordinario e poi incredibili disfatte. Ci sono i bilanci da rispettare, il fair play finanziario. Intanto, abbiamo raggiunto alcuni obiettivi, come la qualificazione al girone di Europa League e non è nostra intenzione fermarci. Il numero dei giocatori a mia disposizione è giusto. Lascio fuori dai tre ai quattro uomini a partita. Ci sono le alternative: Zuniga per Maggio, Vitale per Dossena. Non si possono avere più di 22 giocatori. Poi c'è l'aspetto dell'esperienza: tanti ragazzi la stanno acquisendo adesso. Rispetto all'anno scorso è stata fatta una scrematura: se vi fosse stato un numero più ampio la situazione sarebbe peggiorata sotto l'aspetto della partecipazione al lavoro e dei costi. Abbiamo cominciato con aggiustamenti e miglioramenti. Il progetto Napoli, tecnico e aziendale, è appena cominciato. De Laurentiis ha creato una struttura forte. Parla soprattutto con Fassone e Bigon, io mi dedico al lavoro sul campo, quello che mi piace di più. Riferisco ai dirigenti, però di mercato, se vogliono, parlano loro. Io sono il responsabile dei giocatori che mi sono stati assegnati. In un anno abbiamo costruito non solo il gioco, ma anche la mentalità della squadra. Se c'è chiarezza nel rapporto con la società, io accetto qualsiasi sfida. Era prevedibile che quest'anno avremmo pagato qualcosa. Un anno fa c’era la settimana tipo prima di una gara, adesso il sistema di preparazione è differente perché si gioca spesso ogni tre giorni. I meccanismi funzionano perché è stato mantenuto lo zoccolo duro. De Laurentiis ha indicato un piazzamento dal quinto al decimo posto, noi riteniamo questa come una stagione di crescita. Sul campo, non con le parole, dovremo cercare di fare qualcosa di straordinario come un anno fa. Vedo i calciatori con l'occhio del padre verso i figli: sono contento se mi danno soddisfazioni. Se Lavezzi ha riconquistato il posto nell'Argentina, è merito anche del Napoli. Maggio e Hamsik hanno giocato più di altri, quindi un po' usurati, però sono importanti. Cerco di gestirli, in particolare Hamsik: uno come lui è importante anche se al 60 per cento. Li apprezzo per la fase difensiva e per l'equilibrio tattico. Prima del campionato faccio un voto e alla fine vado in un santuario per scioglierlo: gli obiettivi li ho raggiunti sempre. Ho fatto un voto anche quest'anno, però non lo rivelerò mai".

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