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Mazzarri: "Ma quale crisi? Potevamo fare anche peggio in campionato..."

Il tecnico del Napoli ha parlato nella conferenza stampa alla vigilia del match col Cesena

Walter Mazzarri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Cesena, Ecco quanto evidenziato da Radio Marte: “Si gioca tanto, non abbiamo modo di staccare e riposare. Io lavoro 24 ore, lo fanno anche i giocatori, il problema è che devono essere al 110% per essere al top. Tutti questi impegni ravvicinati possono influire. La Coppa Italia ha contribuito? E’ fisiologico, poi è chiaro, ci sono squadre che sono più abituate al dispendio di energie. Lo hanno detto Pirlo e Buffon pure. Noi stiamo facendo una crescita importante da due anni a questa parte, è un’annata di consolidamento anche a costo di pagare qualcosa in campionato perché facciamo una competizione importante. Tutto sommato, sono contento. Quando perdiamo una partita, ci crocifiggiamo, non vogliamo mai arrenderci. Lo dico chiaramente ai nostri tifosi. Faccio subito un appello, domani voglio vedere e sentire uno stadio che inciti la squadra fino alla fine. Il gruppo darà il massimo, voglio sostegno per 95 minuti per superare l’ennesimo scoglio difficile. Per noi l’Inter era una finale, i ragazzi hanno dato più di loro stessi, ventiquattrore non sono bastate per ricaricarsi e pensare al Genoa. Abbiamo trovato una squadra che aspettava il Napoli, per loro era la gara della vita e ci hanno pressato. Ho detto ai ragazzi che so bene che non siamo macchine. Ma se vogliamo crescere e consolidarci come le grandi squadre, dobbiamo essere bravi a limitare i danni. Magari prendevamo un solo gol, soffrivamo e poi saremmo venuti fuori come è successo quando loro sono calati. Quel pressing potevano sostenerlo per 20-30 minuti. Anche il Cesena farà così, se non sei al top di rendimento, fai fatica. La coperta è corta: utilizzi giocatori più stanchi oppure gli altri che non valgono i titolarissimi. Il turnover è una necessità, in Champions sei costretto a portare i migliori che hai perché i valori sono altissimi, altrimenti si rischia di fare brutte figure. Non c’è paragone con l’Europe League, dove potevo inserire le seconde linee, stavolta non ce lo possiamo permettere, altrimenti con City, Bayern e Villarreal saremmo andati incontro a risultati negativi. Il divario tra titolarissimi e gli altri? Non è neanche questo. Abbiamo conservato un’ossatura dove abbiamo inserito elementi nuovi che devono ambientarsi in una realtà diversa dal Napoli. Ecco perché parlavo di crescita. Con il Genoa, è stato il solito Napoli. E’ sempre successo che ci scateniamo dopo il gol, quest’anno non ci riusciamo. L’errore di Hamsik, la parata di Frey su Dzemaili cambiano il corso di una partita. Sarebbe andata diversamente. Il Cesena? Ricordiamoci la Coppa Italia, abbiamo fatto una grande fatica e domani sarà difficile, inutile nasconderci. Non conosco altra ricetta, se dagli spalti vengono incitati, i giocatori si riprendono dopo un errore. Se – invece – sono contestati, il meccanismo è peggiorativo. Non vedo crisi, se poi si pensava che dovessimo vincere lo scudetto e lottare su tutti i fronti come il Real o il Barcellona, allora ci può anche stare. Ma questo presupposto è sbagliato, parlo con coerenza. A me interessa che la nostra gente non venga condizionata. Il 4-3-3? Se fossi sicuro che funzionerebbe dall’inizio, lo farei, ma a Genova abbiamo preso subito il terzo gol. Passare alla difesa a quattro, significa correre qualche rischio in più. Maggio e Dossena spingevano tanto e i centrali restavano sempre due contro due. Il Milan vince anche quando non è al massimo, noi dobbiamo essere soltanto al 100% per riuscirci, la crescita è questa. Ragioniamo su ogni step per migliorare, questo è il discorso che non si vuol capire. La parola crisi non mi piace, siamo settimi in classifica, quelle sopra sono ancora lì. Ricordo Lazio e Fiorentina che si sono qualificate per la Champions, poi l’anno del doppio impegno, hanno rischiato entrambe in campionato. Questo non è un alibi, noi vogliamo fare ancora meglio e migliorare, ma il mio bilancio non può che essere positivo. Sono dati oggettivi. Britos? Va un po’ recuperato, sono processi che si aggiungono in un contesto difficile. Lui e Donadel si sono fatti male subito e l’inserimento è diventato più complicato. Gli episodi a favore ci sono stati nelle coppe, in campionato sono stati tutti negativi, devo ammetterlo. Sono convinto e sicuro che i ragazzi che manderò in campo domani, hanno fame e voglia di riscattarsi. I gol subiti? Lo prendiamo sempre prima, quindi magari siamo meno attenti perché abbiamo questa frenesia di segnare. Gargano? Sarebbe il caso di fermarlo, ma è nel momento migliore. Devo capire, c’è il rischio che si possa far male, questa è la famosa coperta corta. Questo è il mio dubbio. Ho fatto lo stesso discorso per Cavani, dopo il Cesena c’è il Milan, poi il Siena in Coppa Italia e il Chievo. Devo valutare l’intero ciclo. Speriamo che Gargano tenga qualora dovesse giocare, deve mantenere questa forma. La rosa numericamente è a posto, se si portano avanti dei discorsi, l’annata di crescita serve a questo. La Champions arricchisce e la prossima stagione sarà diversa a prescindere dalla competizione che dovremmo affrontare. Non si può pensare di fare tutto e subito. Questo è il nostro progetto, se c’è serietà e continuità nelle scelte. Io e Frustalupi valutiamo tutto, devo anche capire il momento giusto per parlare al gruppo. E’ una questione di ingegneria psicologica. Non ho i giorni per portare la macchina al top come se avessi la settimana tipo, ora è tutto complicato".

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