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Marolda: "Mazzarri con le sue scelte aveva pianificato l'uscita dall'Europa"

La storica firma de Il Mattino ha commentato così la sconfitta degli azzurri contro il Villareal

La storica firma de Il Mattino, Ciccio Marolda, ha commentato su Il Napolista, l'uscita del Napoli dall'Europa League. Ecco quanto evidenzia Napoli Today: "Bene: tra l’Europa poco “fatturabile” e il campionato che con un terzo posto può portare decine e decine di milioni, il Napoli ha scelto il campionato. Scelta rispettabile. Rispettabile? In verità, pure se la cosa non ha alcun valore, per quel che mi riguarda  non la rispetto affatto, convinto come ero e come sono che il Napoli, questo Napoli ha (aveva, mannaggia) nella testa e nelle gambe forza e voglia (chiedetelo a Cavani e a Cannavaro) per andare avanti in coppa e poi, caricato dalla coppa, strafarbene pure contro il Milan. Come la partita ha dimostrato, infatti, ci fossero stati dall’inizio quei due signori più Pazienza al posto degli spaesati Sosa, Yebda, Cribari e pure Ruiz (!), le cose in Spagna molto probabilmente sarebbero andate in altro modo. Caro Mazzarri, non per questo simpatia, stima e persino affetto cambieranno, ma come si fa a riproporre per un tempo e più Lavezzi prima punta? Come si fa a tenere posapiano Yebda su Borja Valero che infatti ha fatto un figurone? E Sosa? E si può puntare su quella difesa inedita, anonima e sbilenca per mettere il freno a Pepito e a Nilmar? Questione di scelta, certo. E infatti, la scelta – questa l’impressione – è stata quella di mollare anche l’Europa per restare poi con un obiettivo solo. Cosa più semplice e possibile per una squadra alla quale neppure il minimarket di gennaio ha dato più qualità, più tranquillità, più varietà di vere alternative. Non so com’è andata, questa è fantasia, ma me li immagino davanti ad un caffè, Mazzarri e De Laurentiis, a pianificare la più che probabile uscita dalla coppa. Pardon: a preferire il campionato all’Europa che fattura poco. Ma ormai la cosa è fatta. E’ andata come il Napoli aveva messo in conto. Già. Ma se le cose stanno in questo modo, ora il Napoli non può più nascondersi. Ora presidente e allenatore hanno l’obbligo di uscire allo scoperto. Altro che: “vogliamo migliorare il sesto posto della stagione scorsa”. Oppure: “Viviamo alla giornata, non facciamo conti”. No, i conti ora si fanno. Dopo l’addio alla coppa Italia e la rinuncia anche all’Europa del pallone, a dodici giornate dalla fine il secondo posto azzurro pretendono un impegno serio con la gente. Pretendono almeno –  almeno! – il terzo posto finale in campionato. Sì, la Champions. Non lo scudetto insomma (magari), ma la Champions  senza neppure i preliminari, questo sì. Ora il Napoli lo deve a se stesso, alla sua fantastica stagione, all’applicazione nel lavoro,  ai risultati che ha saputo fare, ma lo deve pure alla sua gente. A cominciare da quella che ha rischiato il collo al Madrigal. Caro Napoli, hai mollato l’Europa? Va be’ (ma non per il sottoscritto) ma ora mostrati altrettanto deciso e coraggioso a cominciare da Milano. Esci allo scoperto. Sappi che dopo questo favoloso campionato mancare la Champions sarebbe un fallimento. Così come, dopo aver messo le riserve in campo in Spagna, sarebbe quanto meno imbarazzante perdere a San Siro lunedì".
 

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