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Maradona: "Agnelli mi offrì un assegno in bianco, ma ho sempre detto no alla Juve"

L'ex capitano del Napoli, nel corso di una lunga intervista a L'Espresso, ha parlato del suo amore per la maglia azzurra e del passaggio di Gonzalo Higuain in bianconero

"L’avvocato Agnelli mi corteggiava come potrebbe fare un innamorato con una donna. Mi chiamava continuamente, promettendo cifre pazzesche. Mi disse che aveva offerto 100 miliardi di lire a Ferlaino e di mettere io la cifra sul mio assegno. Gli risposi che non avrei mai potuto fare questo affronto ai napoletani, perché io mi sentivo uno di loro. Non avrei mai potuto indossare in Italia altra maglia, se non quella del Napoli". Così Diego Armando Maradona, nel corso di una lunga intervista a L'Espresso, ha raccontato l'episodio del suo celebre rifiuto alla Juventus.

Chi, invece, questa estate è passato dagli azzurri al club torinese è stato un connazionale del 'Pibe', Gonzalo Higuain: "Da tifoso azzurro mi è dispiaciuto che Gonzalo, un mio conterraneo e un grande giocatore, uno che io stesso lanciai ai Mondiali in Sudafrica, sia andato a stare da una rivale diretta come la Juventus. Ma non si può neanche dare la colpa solo al giocatore. Perché il giocatore ha le sue responsabilità, e forse ai miei tempi non sarebbe capitato, ma i colpevoli sono sempre quelli che fanno gli affari. Nessuno pensa ai tifosi. Peccato che la Fifa continui a dormire su questi fatti, come in molti altri".

Per Diego l'amore per l'Italia resta immutato, nonostante i problemi con il fisco: "In Italia c’è gente che non mi vuole bene. Però c’è anche altro: amici e tifosi. Voglio tornare in Italia come un signore, come uno che non ha rubato niente a nessuno e men che meno agli italiani. Voglio riabbracciare amici come Beppe Bruscolotti, Bruno Giordano, o Gianni Minà. Voglio tornare per fare del bene, come in occasione della partita della Pace pensata per le popolazioni colpite dal terremoto di agosto. Gli italiani mi hanno dato tantissimo e voglio rispondere al loro amore con azioni concrete. Io non sono mai stato un evasore fiscale e ho sempre pagato tutte le tasse che conoscevo. Anche la sentenza del tribunale italiano del 1994, presentata al processo dal mio avvocato, dimostra che ho ragione e non ho debiti. Nella mia vita ho fatto tanti errori e li ho pagati tutti. Ma qui non ho sbagliato. Il mio rapporto con l'Italia è solo di amore. Non sarà la Guardia di Finanza a mettersi tra me e l’affetto della gente, specie dei napoletani. Questo è impossibile, non ci riuscirà nessuno. Non sto facendo la vittima, voglio solo combattere per la verità che qualcuno sta nascondendo. Mi stanno rubando la possibilità di vedere quando mi viene la voglia la gente di Napoli, che amo. Voglio tornare a Napoli quando voglio, libero e tranquillo. Libero di camminare, di visitare la città. Voglio respirare ancora la sua aria. E voglio vedere il Napoli campione".

I cinesi stanno acquistando le squadre milanesi. Anche De Laurentiis cederà al fascino dell’Oriente? "So che sta facendo missioni in Cina per cercare di diffondere il marchio Napoli. Su questo non ho molto da dire né ne sono scandalizzato. La figura del presidente rispetto ai miei tempi è molto cambiata: prima poteva essere pure un tifoso un po’ più ricco, oggi c’è bisogno che faccia l’imprenditore. C’è poco da fare, oggi per il calcio ci vogliono molti soldi. Eppure sono abbastanza scettico su figure lontane, lontane geograficamente e lontane dalla storia di una società, dai suoi tifosi e dal suo ambiente, che il calcio lo vivono solo come business", ha concluso Maradona.

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