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Domenica, 23 Gennaio 2022
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Bagni su Maradona: "Era troppo generoso. Diego è stato grande soprattutto fuori dal campo"

Il ricordo dell'amico ed ex compagno di squadra

Salvatore Bagni ricorda l'amico e compagno di squadra Diego Armando Maradona a un anno dalla sua scomparsa. L'ex centrocampista e dirigente del Napoli ha parlato del 'Pibe de Oro' a "Quelli che...", in onda su Rai2. 

Nei giorni scorsi Bagni ha incontrato Papa Francesco per una commemorazione del 'Diez': "Anche lui era tifoso di Diego, non della stessa squadra, perché il Papa è del San Lorenzo mentre Maradona era del Boca, ma tutti gli argentini sono tifosi di Diego. È riuscito ad unire anche River e Boca".

Poi la palla passa ai ricordi del campo: "Se Diego è stato mai fischiato dai tifosi avversari? Certo che sì – spiega Bagni – ricordo il suo esordio a Verona e fu fischiato, ma lui era bello da vedere a prescindere in tutti gli stadi. Era impossibile vedere uno come lui nel resto del mondo".

Poi sullo schermo una foto di Bagni e Maradona abbracciati da rivali, dopo un Italia-Argentina 1-1 del Mondiale di Messico 1986: "Segnò anche lì e dovevo marcarlo io… bisognava menarlo per fermarlo? La mattina prima di quella partita ci fu una riunione tecnica e Bearzot chiese chi voleva marcare Diego. Nessuno rispondeva, ho alzato la mano e durante la partita è toccato a me, ma mi ha rispettato. Fu l’unica volta che non ho dato un calcio in una partita. A lui sicuro no…". 

Non solo compagno di squadra, per ben quattro anni, ma anche nella vita: "L’ho avuto vicino più in casa che in campo. Abbiamo passato un mese all’anno a casa insieme dal 1984 al 2012, l’ho vissuto tanto. Era divertente, avevamo ritmi diversi perché io mi alzo alle 6.30 per chiudere la giornata alle 20, lui invece iniziava a mezzanotte che voleva chiacchierare. Per tanto tempo, lo ha salvato vivere in mezzo alla gente. Anche quando stava male, lui voleva parlare e stare con la gente".

Sullo sfondo un’altra foto di Bagni e Maradona insieme in una scuola calcio: "Anno 2005, lui si era operato a Cartagena per un bypass gastrico. Arrivò e voleva rifarsi un’immagine. Mi venne un’idea, lo chiamai e gli dissi di venire in estate da noi. Venne e facemmo questa scuola calcio a livello mondiale per ridargli un’immagine, dai 6 ai 15 anni. Avevamo migliaia di iscrizioni, ma con 60/70 persone ce l’abbiamo fatta. Lo andavo a svegliare la mattina e lui mi diceva 'mi puoi scrollare un po’ meno che mi sveglio lo stesso'. Nel 2005 rispettava molto gli orari, poi veniva con altre persone che avevano lo stesso problema. Gli dissi che eravamo in Romagna e gli orari erano diversi da quelli che avevo io per me vivere con lui, come famiglia, è stato sempre un piacere".

"L’ultima volta che l’ho visto lo sono andato a trovare con la mia famiglia nel 2012, dopo ognuno ha fatto la propria vita. Poi purtroppo la situazione è peggiorata, con Claudia la moglie e le figlie ci sentiamo sempre. A casa ho vissuto con tutte le sue generazioni. Lo sento ancora qui. Sento parlare tutti dopo la sua scomparsa, ma chi l’ha vissuto come noi – conclude Bagni – sa bene che era altruista, generoso, forse anche troppo. Le persone giudicano senza sapere. Diego è stato grande soprattutto fuori dal campo".

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