Beppe Incocciati: "Maradona è meglio di Totò, ha unito un intero popolo"

L'ex attaccante di Napoli e Milan a Sportitalia: "Diego è riuscito in un'impresa unica: ha unito un popolo e l'ha fatto sentire padrone di qualcosa di bello"

"Maradona è ancora il re di Napoli, un re in esilio ma sempre un re. Ed è un re molto amato”. Non ha dubbi Giuseppe Incocciati, amico di Maradona, ex attaccante di Milan e Napoli e ora allenatore dell’Atletico Terme Fiuggi su chi detenga ancora oggi lo scettro della città partenopea. Ospite di Roly Kornblit nella settima puntata di Snaps – Oltre lo sport, in onda lunedì 13 aprile alle ore 20.00 su Sportitalia (visibile in chiaro e gratuitamente al canale 60 del digitale terrestre oppure in HD per chi possiede una Smart Tv) Incocciati ripercorre la sua lunga amicizia con il pibe de oro nata nella metà degli anni Ottanta proprio sul campo del San Paolo, alimentata da una complicità forse dettata dagli astri (“siamo entrambi degli scorpioni”) rievocando gli anni di gloria del campione, i goal memorabili, ma anche i giorni più bui che hanno travolto Maradona e la squadra, lo scandalo della droga, l’arresto, la caduta di un campione a cui è seguita una lenta e faticosa rinascita fuori dall’Italia.

Per Incocciati tra “Maradona e Napoli è stato un gran bel matrimonio”, di quelli che durano per tutta la vita e vanno al di là del tempo e delle incomprensioni. Testimone privilegiato di quegli anni straordinari “dove la gente era felice, entusiasta ed orgogliosa di quella maglia e di appartenere a quel territorio” Incocciati ha poi spiegato: “Maradona ha fatto qualcosa di grandissimo, di entusiasmante che forse neanche Totò è riuscito a fare: è stato l'unico in assoluto a unire un popolo e a farlo sentire padrone di qualcosa di bello”.

Quanto all’abuso di droga da parte del numero 10 del Napoli, Incocciati ha spiegato: “Maradona non aveva bisogno della droga per migliorare le sue prestazioni, che erano nettamente superiori della media. La droga è stato un vizio nato come un gioco, come succede a tanti, e lui ha capito al limite che quel gioco stava diventando pericoloso per la sua salute. Ora so che ha smesso e sono contento per lui, perché altrimenti non c’è ritorno. I giovani devono sapere – prosegue - che con la droga non si gioca, che sia leggera o pesante”.

Alla domanda di Roly Kornblit se lui e Maradona si siano più rivisti racconta: “Qualche anno fa è venuto a trovarmi a Fiuggi dove ha anche giocato a golf con me ed è rimasto meravigliato perché questa città è abituata ai personaggi e non usa disturbarli”: una vera novità per un icona dello sport come lui.

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E conclude: “Se Maradona fosse nato oggi avrebbe guadagnato numeri da fantascienza”, pensando agli introiti che generano oggi i calciatori tra sponsor e media e a quanto Maradona, nonostante le tante cadute, “resti ancora una fonte di guadagno per tanti”. 

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