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Maradona: "Il mio sogno è tornare al San Paolo da tifoso e camminare per Napoli"

Il Pibe de Oro ha rilasciato una lunghissima intervista alla Gazzetta dello Sport

Diego Armando Maradona ha rilasciato una lunghissima intervista all'inviato della Gazzetta dello Sport, Paolo Condò. Ecco quanto evidenziato da Napoli Today:

PASSATO DA CALCIATORE - "Se chiudo gli occhi e torno indietro nel tempo, mi vedo indossare tre maglie soltanto. Quella della Seleccion innanzitutto, l’amore che provo per l’Argentina è ineguagliabile. Le altre due appartengono al Boca Juniors e al Napoli, i miei club, i luoghi, le persone, le partite, i giorni più belli e importanti della mia vita".

TWITTER - "Non uso Twitter. Però sono amici che conoscono le mie emozioni, l’altra sera ero davvero contento. Questo Napoli mi rende contento".

I TRE TENORI DEL NAPOLI - "Il Pocho corre a perdifiato, con e senza palla, squilibra ogni schieramento avversario. Ma Cavani è diventato implacabile, e Hamsik continua a piacermi. Sono bravi e giocano con il cuore. Ho sofferto con loro la sera della Champions".

CHELSEA-NAPOLI - "Io dico questo: al San Paolo è andato molto più vicino il Napoli al 4-1 che il Chelsea al 3-2, e quindi il risultato era corto. A Stamford Bridge, purtroppo, non sono riusciti a sopportare la pressione, e li capisco perché un match dentro o fuori su un campo inglese non è facile da maneggiare. Ora è importante che il Napoli arrivi terzo, in modo da replicare subito l’esperienza in Champions. Se già ha fatto bene alla prima partecipazione, mi aspetto che l’anno prossimo vada anche meglio".

MAZZARRI - "La rosa del Napoli è molto interessante perché i giocatori che vogliono imporsi sono in netta maggioranza rispetto a quelli che hanno già dato il meglio. Non conosco bene Mazzarri, ma la sua bravura si vede da come fa giocare il pacchetto arretrato: non ha campioni lì dietro, quelli stanno davanti, ma difendendo di squadra riesce a ovviare alle carenze di talento. Nessuno vuole fare il Baresi, sono soldati ordinati e determinati, tesi al loro obiettivo, e ragionando così il Napoli è tornato ad altezze che non raggiungeva dai miei tempi".

FISCO - "Ci voglio andare io dal direttore generale dell'agenzia delle entrate Befera. L’avvocato Pisani ha preparato le carte, ma presto sarò io a chiedere un appuntamento al direttore, perché è ora di chiudere una storia che mi ha avvelenato la vita. Che mi ha sottratto non tanto occasioni di lavoro, quelle vanno e vengono ed è inutile tornarci su, ma diciotto anni di amore dei napoletani. Io non sono un evasore fiscale. Io odio gli evasori fiscali, e dunque trovo questa situazione doppiamente amara. Ho in mano una sentenza del ’94 nella quale si dice che non devo nulla, non ho capito chi abbia poi cambiato le carte in tavola e perché.Maentriamo pure nel merito. Con Ferlaino e Gallo, il dirigente che si occupava della parte finanziaria e che adesso non c’è più, ho sempre firmato contratti che recavano la dicitura "libero da imposte". Il compenso era inteso al netto, se gli accordi fossero stati al lordo la cifra avrebbe dovuto essere superiore. Io non so chi ha combinato questo casino, ma a Befera chiederò perché sono l’unico perseguito. Ferlaino, che firmava i contratti con me, vive tranquillo a Napoli; il mio ex agente Coppola, che li preparava, entra ed esce dall’Italia senza problemi; io, invece, ogni volta che ci metto piede vengo sottoposto all’umiliazione del sequestro di orologi e orecchini".

RITORNO A NAPOLI - "Voglio chiudere presto la questione Fisco e tornare a Napoli, come si dice, attraverso la porta grande. Non voglio fare né il direttore sportivo né l’allenatore, voglio semplicemente entrare al San Paolo libero di tifare come tutti i napoletani. E poi vorrei tanto bermi un caffè in piazza Plebiscito con Giordano, con Carnevale, con Renica, con tutti i miei vecchi compagni. Le piccole grandi gioie della vita".

NAPOLI-JUVENTUS - "E' tornata la Vecchia Signora. La rinascita della Juventus mi sembra il dato saliente di questa stagione, e ci aggiungo purtroppo perché nella prospettiva di lottare presto per lo scudetto, il Napoli ha una concorrente terribile in più".

MESSI - "Le classifiche fanno ridere ma c’è una dote, soprattutto una, che nessuno ha mai avuto come me e Leo: la velocità di pensiero. Allenandolo, la cosa di me che rivedevo in lui era la fulminea comprensione di come l’azione si sarebbe sviluppata. È una qualità innata, una cosa da computer. Potendo dialogare con uno che pensa alla stessa velocità, entrambi avremmo dato ancora di più".

 

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