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Maradona (foto Ansa)

Maradona (foto Ansa)

Maradona, il ricordo: "Quella volta in Venezuela in cui un tifoso mi prese a calci"

L'amarcord dell'ex capitano del Napoli sui social

"Oggi fanno 35 anni dalla partita di qualificazioni contro il Venezuela, nel 1985. Avevo già giocato due amichevoli prima, contro Paraguay e Cile, pochi giorni prima. Ma questa era la mia prima partita ufficiale, dopo il Mondiale 82. In quei quasi tre anni di assenza, ho avuto l'epatite, una frattura alla caviglia e i problemi che avevamo noi "stranieri" per giocare nella nostra selezione. Prima non c'erano date FIFA, i club ti trattenevano il passaporto e le federazioni non erano obbligate a cederci. Quello era un altro calcio. Era un altro mondo". Così Diego Armando Maradona, in un lungo post sui suoi profili social, ha ricordato una partita giocata con la maglia della Nazionale nel maggio 1985.

L'ex capitano del Napoli ha aggiunto un curioso retroscena su quella trasferta: "Arrivando in Venezuela, una persona mi ha colpito il ginocchio con un calcio, entrando in hotel. Non potrebbe succedere oggi. Ecco perché dico ai giornalisti che oggi fanno mille confronti, mille statistiche, a quelli che pensano di aver scoperto il calcio, che non è possibile fare paragoni. Prima non era come ora. Era tutto diverso. I campi, la palla, gli scarpini, gli arbitraggi, l'allenamento, l'alimentazione, la medicina, il giornalismo, i media, i trasporti, gli hotel, il riposo. Il Fair Play non esisteva, ti prendevano a calci. E se non avevi la Coppa del Mondo, non c'era paradiso. Ecco perché Bilardo ha creato una selezione con giocatori locali durante i primi anni. Non ci sono stati "europei". Passarella, Burruchaga e Valdano non venivano a giocare. Nemmeno loro li lasciavano arrivare. Con tutto questo voglio dirvi che io non ho mai tolto la maglia della nazionale. Non mentite alla gente. Che la quarantena non influisca, ragazzi. Perché anche se non ci sono stato in qualche momento, la 10 sarà sempre mia".

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