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La conferenza stampa di Maradona

La conferenza stampa di Maradona

Maradona: "Mai invitato da De Laurentiis. Ora battiamo la Juve"

Il Pibe de Oro ha incontrato i giornalisti nella Sala Masaniello, affrontando anche moltissimi temi calcistici, dal suo rapporto con l'attuale società al sogno di allenare un giorno il Napoli

Avrà pure 52 anni e non infiammerà più gli stadi con le sue giocate come un tempo, ma Diego Maradona quando parla e quando si muove è sempre un protagonista assoluto. Il suo incontro con i giornalisti presso la Sala Masaniello in Corso Umberto, nel cuore della sua Napoli, blocca una città intera con folle oceaniche di persone che vorrebbero riabbracciarlo.

Nei 90 minuti circa d'incontro con la stampa, il "Pibe de Oro" risponde con dovizia di particolari a tutte le domande, spaziando dalla sua querelle col Fisco al calcio giocato e al suo amato Napoli.

FISCO - "In Italia c'è qualcuno che non vuole lasciarmi in pace e non capisco il perchè. Io non sono una vittima, perchè allora guadagnavo molto, ma ci tengo a chiarire che io sono innocente e non sono un evasore. Dovrebbero spiegare quelli che hanno fatto il mio contratto, i miei agenti e la società di allora del Napoli, che io con questa vicenda non c'entro niente. Loro, però, sono liberi e a me sono venuti a sequestrarmi gli orecchini e gli orologi quando ho messo piede in questo paese. Voglio avere la libertà di portare mio nipote Benjamin a Napoli e fargli vedere chi era il nonno".

NAPOLI E I NAPOLETANI - "Ho di nuovo tutta l'aria di Napoli nel mio corpo. Era una cosa che desideravo da tempo. Ho trovato la città molto cambiata, più bella. L'affetto tra me e i napoletani non muta mai. A Napoli hanno memoria. Li ringrazio per il loro sostegno e per l'amore che mi hanno sempre dato. Ieri sera quando sono tornato in camera ho pianto per la commozione e per l'accoglienza che ho ricevuto".

DE LAURENTIIS - "Non sono venuto a Napoli per incontrare De Laurentiis, nè per trovare un lavoro. Non sono mai stato invitato da lui per vedere una partita al San Paolo. Qualcuno non vuole riconoscere quello che abbiamo fatto a Napoli, ma la mia squadra era un gruppo di uomini...".

DE MAGISTRIS - "Il Sindaco ha tanti problemi da risolvere piuttosto che incontrare Maradona. In primis quello delle strade. Ci sarà tempo per farlo, non sono qui per andare a pranzo con il Sindaco".

MAZZARRI - "Non sono venuto qui per rubare la panchina a nessuno. Ho sempre rispettato i codici del calcio. Apprezzo molto Mazzarri, ha tutto il mio sostegno e a Napoli ha fatto un grandissimo lavoro. Se lui un giorno deciderà di andar via, io ci sono. Tutti sanno che il mio sogno sarebbe quello di allenare il Napoli".

CAVANI - "Mi sarebbe piaciuto giocare con lui e mandarlo in gol come facevo con Careca. Il brasiliano però era più forte. Dobbiamo però lasciare in pace Cavani, senza fare paragoni con me. Lui deve pensare solamente a segnare e a farlo già da venerdì contro la Juve. Cosa deve fare De Laurentiis per trattenerlo in azzurro? Deve mettere la mano in tasca ed aprire il portafogli...".

HAMSIK - "Ieri sera ha sbagliato un gol incredibile, ma è un calciatore straordinario. Se riuscirà a concretizzare tutte le giocate che produce, allora il Barcellona busserà alla porta del Napoli per portarlo via".

INSIGNE - "Può diventare un grandissimo calciatore, il talento ce l'ha. La parola fuoriclasse, però, va usata per pochi calciatori. Ci andrei piano...".

DUELLO CON LA JUVE - "Più che sugli spalti venerdì mi piacerebbe essere negli spogliatoi. I tifosi devono riempire il San Paolo come ai miei tempi e spingere il Napoli alla vittoria. Bisogna tornare a - 3 e mettere il fiato sul collo della Juventus, che avvertirebbe la pressione di non poter più sbagliare. Il campionato non è ancora chiuso, mancano ancora 12 partite e uno scontro diretto da giocare in casa. I bianconeri, come si è visto nel match con la Roma, hanno dimostrato di non essere in trasferta forti come quando giocano a Torino. Non credo siano più forti del Napoli, semmai sono più concreti. Arrivano una volta in area e segnano due gol, quello che ancora manca agli azzurri".

MODULO NAPOLI - "Mazzarri vede i ragazzi tutti i giorni e sa come schierare la squadra. Io vedo un Napoli ben messo in campo. Quello che chiedo ai ragazzi, però, è un pò più di cattiveria ed aggressività. Non bisogna avere paura di vincere. Il Napoli è una squadra che dà il meglio quando attacca, per questo qualche volta soffre in difesa".

FUTURO - "Se arrivasse un'offerta di De Laurentiis? Non credo lo farà. Potrei rimanere a Dubai o tornare in Argentina. Ho ricevuto alcune offerte. Io, però, aspetterò sempre l'occasione di poter tornare a Napoli".

PARAGONE CON MESSI - "Apparteniamo a due epoche diverse. Mia madre mi diceva sempre: "Perchè ti paragonano a Pelè che giocava contro calciatori che camminavano? Leo è un ragazzo straordinario, io però continuo a pensare di essere stato il migliore di sempre. Quanto costerebbe oggi Maradona? Se Pastore è stato pagato 45 milioni di euro, credo che anch'io oggi non avrei prezzo come Messi e Cristiano Ronaldo".

ORECCHINO MICCOLI - "E' un grande calciatore e una grande persona. Lo ringrazio per il gesto che ha fatto di comprare il mio orecchino. Se volesse restituirmelo io gliene regalerei un altro, perchè ha fatto davvero un grande gesto".

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