Lecce-Napoli, salentini sulle ali dell’entusiasmo dopo il successo di Torino

L'analisi alla vigilia del match di campionato

Foto Ansa

Risalire in due stagioni dall’inferno della serie C fino alla massima serie costituisce un’impresa fino a qui riuscita a pochi club. Il Lecce è l’ultimo rappresentante di questa cerchia ristretta e, ritrovata la serie A dopo un periodo di assenza di sette anni, profonderà ora ogni sforzo per riuscire a mantenere la categoria conquistata con tanto sacrificio e dedizione. Il progetto del sodalizio presieduto dal presidente Sticchi Damiani non poteva che ripartire dalla conferma del tecnico Fabio Liverani, artefice principale della doppia promozione consecutiva della compagine pugliese. In sede di mercato la società, conscia dell’estremo livello di competitività del torneo da cui era attesa, non ha lesinato sforzi per cercare di allestire un roster più completo possibile che consentisse al proprio tecnico di lottare fino alla fine per la conquista della salvezza.

Le numerose operazioni concluse possono senza dubbio essere legate tra loro dal comune denominatore dall’esperienza, dote indispensabile in una competizione nella quale la cura del singolo particolare può risultare decisiva ed è necessario saper gestire nel migliore dei modi, soprattutto dal punto di vista mentale, i diversi momenti di difficoltà che si presentano inevitabilmente nel corso dell’annata. Se il portiere Gabriel va a caccia di una nuova opportunità per rilanciare la sua carriera dopo l’esperienza di Perugia Rispoli, Rossettini e Dell’Orco puntellano una retroguardia che dopo aver pagato lo scotto del debutto con il pesante 4-0 incassato a San Siro contro l’Inter dovrà misurarsi con le migliori prime linee della competizione cercando di reggerne la forza d’urto. A centrocampo Imbula, esperienze anche nel Porto per il calciatore francese con cittadinanza congolese prelevato in prestito dallo Stoke City, rappresenta senza dubbio alcuno il colpo di maggior spessore mentre in attacco il tandem Farias-Lapadula assicura la tecnica e la velocità necessarie per andare a colpire in campo aperto quando bisogno andare ad attaccare la profondità, peculiarità che ben si abbinano con quelle da attaccante di area di rigore garantite da Babacar.

Dal punto di vista tattico l’adozione del modulo che prevede l’impiego del trequartista dietro le due punte potrebbe creare qualche problema agli uomini di Ancelotti se questi ultimi non saranno bravi a tenere strette le linee di centrocampo e difesa in fase di non possesso. Sembra lecito attendersi che il tecnico salentino, assertore convinto di una proposta calcistica nella quale privilegiare la qualità a propria disposizione, chieda ai suoi ragazzi una partita di grande corsa e generosità nella quale provare a tenere un elevato livello d’intensità per portare il pressing e chiudere gli spazi alle avanzate avversarie senza però rinunciare alla possibilità di proporre le interessanti trame di gioco ammirate all’Olimpico di Torino nel successo contro i granata.

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