Koulibaly: "Mi sento napoletano e piangerò quando andrò via. Ancelotti simile a Benitez"

Il difensore del Napoli si racconta in una lunga intervista a 'cuore aperto'

Koulibaly

"Il mio portiere di casa mi ha detto 'Quando arrivi a Napoli piangi due volte: quando arrivi e quando parti'. Io gli ho detto 'Non ho pianto quando sono arrivato ma se un giorno dovrò andare via, spero il più tardi possibile, è sicuro che piangerò'. Aveva ragione quando mi ha detto così, io sono molto felice qui. Dopo un anno e mezzo mi sentivo già cittadino napoletano. La gente parla a volte male di Napoli senza sapere. Quando non la vivi non puoi sapere che cosa è davvero". Questo il nuovo messaggio d'amore di Kalidou Koulibaly per Napoli. Il difensore azzurro ha rilasciato una lunga intervista al "Corriere dello Sport".

"Io già a gennaio 2014, quando Benitez mi ha chiamato, mi ero messo in testa di arrivare a Napoli. Poi il trasferimento non si è concluso ed ero molto dispiaciuto, perché pensavo che sei mesi dopo il mister Benitez avrebbe scelto qualcun altro. Invece lui a maggio è venuto da me e mi ha detto “Vieni che devi firmare a Napoli perché io ti voglio assolutamente con noi”. Ha visto qualcosa che nessuno aveva visto in me e di questo lo ringrazio molto perché è grazie a lui che sono arrivato a Napoli. La gente mi diceva, come dappertutto, che Napoli è pericolosa e tutte queste storie… Ma un mio amico che giocava nel Genk mi ha spinto: “Là si gioca la Champions, si gioca il calcio vero ed è una squadra per te”. Quando ho detto alla mia famiglia e agli amici che volevo giocare al Napoli, subito mi hanno detto che erano d’accordo e questo per me è stato importante. Quando ho messo per la prima volta la maglia del Napoli, per un’amichevole, ero molto contento. Sentivo orgoglio perché il lavoro, tanto e duro, che avevo fatto fino a quel momento ripagava. Ma ora sono io a sentire di dover ripagare la fortuna di esser qui con un impegno straordinario sul campo. Io sono di un piccolo paese, in Francia, quindi per me era la prima volta che andavo in una grande città. Napoli è bellissima. Qua c’è il sole, c’è il mare, la gente ti accoglie con grande piacere. Vivono il calcio con passione, quasi come una febbre. Mi hanno accolto da subito. Quando dico che sono napoletano la gente ride, ma io mi sento veramente così perché quando sono arrivato fin dall’inizio mi hanno trattato benissimo e io di questo mi ricorderò sempre. Hanno anche convinto mia mamma che è una persona molto difficile da questo punto di vista", ha spiegato "KK". 


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Il centrale franco-senegalese ha parlato anche delle differenze tra Benitez, Sarri e Ancelotti: "Sono tutti e tre grandi allenatori. Il calcio di Benitez e quello di Ancelotti si somigliano molto. Ho avuto la fortuna anche di giocare con mister Sarri e il suo calcio era per me veramente bellissimo. Lui mi ha permesso di vedere il calcio e le partite in un'altra maniera. La sua filosofia era concentrata sulla tattica, tutto era previsto con lui. Oggi, quando guardo una partita di qualsiasi squadra, non la vedo più come quattro o cinque anni fa. E lo devo a lui. Benitez mi ha fatto scoprire il calcio vero. Io ero in Serie B in Francia, poi in Belgio, lui mi ha dato la possibilità di andare per la prima volta in Serie A, in un campionato molto importante. Il suo calcio è molto smile a quello di Ancelotti perché sono allenatori che hanno vinto, allenato grandi squadre e la loro visione del gioco ha molti punti di contatto. Ancelotti, tutti lo conoscono, ha vinto molto, ma quello che mi sorprende di più è l'umiltà che ha ancora e anche la voglia di vincere che non smette di avere. Un uomo veramente perbene e lo ringrazio molto perché mi dà ancora la voglia di andare avanti, di crescere, di far vedere che sono un giocatore sempre più forte. Con lui spero di fare qualcosa di bello perché è uno che dà fiducia a tutti e penso che non si sentirà mai un giocatore parlare male di lui, perché ha grandi valori e trasmette serenità. A mia moglie dico sempre che spero, alla sua età di essere una persona simile a lui".

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