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Hamsik: "Voglio diventare il Totti o il Del Piero del Napoli"

Il centrocampista slovacco continua a giurare amore ai colori azzurri e si dice convinto che il meglio debba ancora venire...

Marek Hamsik ha rilasciato una lunga intervista ad Alessio D'Urso della Gazzetta dello Sport. Ecco quanto evidenziato da Napoli Today:

Hamsik: anello di congiunzione tra passato, presente e futuro, condottiero coraggioso, leader del Napoli, unico tenore senza più Lavezzi e Cavani... «Ma io vado avanti e non soffro di solitudine... Possiamo fare grandi cose anche la prossima stagione, il bello deve ancora venire».

Lei ormai è una bandiera: le offerte delle big d’Europa non le prende nemmeno più in considerazione…
«Io qui mi trovo bene, conosco tutto e tutti, c’è sempre un grande progetto ogni anno. E migliorare è possibile».

A differenza di quanto sostiene Diamanti in riferimento alla lunga militanza di Totti nella Roma, e cioè che è facile essere bandiere a suon di milioni di stipendio, lei crede ancora nei sentimenti?
«Sì, io ci credo. Oggi è più difficile, ma io voglio diventare come Totti e Del Piero, ho bisogno di qualche altra stagione. Spero di riuscirci, questa che inizia è la settima stagione in azzurro, ma ho fame di vittorie come il primo giorno in cui ho messo piede a Napoli».

Che effetto le farà sfidare Mazzarri?
«Non sarà di sicuro una partita come tutte le altre. Ma un gol a lui o a un’altra delle nostre concorrenti per lo scudetto avrà lo stesso sapore. Walter ha fatto la sua scelta, si viene e si va, la sfida è aperta a tutti».

Arrivano ancora messaggi di ammirazione dai dirigenti del Milan?
«Col Milan è finita due anni fa. E sono felice di aver scelto di restare a Napoli».

A voi resta il ruolo di anti-Juve, più che mai dopo l’ultimo campionato. Ma, a ben guardare i movimenti di mercato in che posizione di classifica colloca finora il Napoli?
«Noi siamo forti, ne sono convinto, e ci rafforzeremo ancora di più. Abbiamo speso finora 30 milioni, ne verranno investiti altri».

Ma non c’è più Cavani...
«Ha fatto la sua scelta. Vuol dire che arriverà un altro attaccante con più motivazioni, che ci darà una mano e segnerà tanti altri gol. Certo, è difficile prendere un altro come Edinson».

Dovesse scrivergli una letterina esprimerebbe più delusione per la sua decisione di partire o indifferenza?
«Lo ringrazio per quello che ha fatto, non aggiungo altro».

Senza di lui tirerà lei stavolta punizioni e rigori?
«Le punizioni non credo, ma i rigori sì. Non ho paura delle pressioni eccezionali e, quando ci sarà l’opportunità, tirerò senza problemi».

Le piacerebbe avere in squadra il suo connazionale Skrtel, conosciuto pure da Benitez?
«E’ un grande difensore, ci darebbe un contributo notevole. Benitez lo conosce bene da Liverpool. Entrambi diamo il massimo anche in Nazionale. Purtroppo abbiamo risorse limitate e il Mondiale è compromesso: posso dire che il Napoli è la mia Nazionale».

Che futuro auspica per suo cognato Gargano?
«Tornerà dalle vacanze e resterà con noi».

In questi primi giorni di lavoro che cosa nota di diverso con Benitez rispetto al passato di Mazzarri?
«Abbiamo parlato molto, mi ha detto quel che vuole da me. Tanto possesso palla e incursioni. E mi ha chiesto soprattutto di segnare 15 gol, spero di mantenere la promessa».

Si sente gratificato dai continui paragoni con le stelle del passato di Benitez, Gerrard e Lampard?
«Se il mister me lo chiederà, sono pronto a giocare anche davanti alla difesa, non mi sentirei uno spreco, i gol Gerrard e Lampard li segnavano lo stesso partendo da una posizione più arretrata. Da trequartista mi sento più pericoloso di un attaccante, comunque».

Quanti gol si aspetta da Mertens, Callejon, Insigne e Pandev, senza Cavani?
«Almeno 50 gol, tutti dobbiamo diventare in qualche modo bomber...».

Qual è l’obiettivo principale di Hamsik?
«Vincere qualcosa, alzare un trofeo, il ricordo della Coppa Italia è un’emozione grandissima e non ci si abitua mai alle vittorie. Noi lotteremo per lo scudetto e speriamo di andare più avanti possibile in Champions League. Il Napoli può compiere un altro passo in avanti la prossima stagione, nonostante la concorrenza sia fortissima in Italia e in Europa».

E a Marek Hamsik, simbolo di questa squadra senza più confini, la fascia di capitano quando verrà consegnata?
«E’ giusto che quella fascia al braccio la abbia Paolo Cannavaro, in ogni squadra ci sono delle gerarchie che vanno rispettate. In futuro, certo, mi piacerebbe averla, ma per adesso va benissimo così».

Che cosa le manca nella vita, Hamsik?
«Una femminuccia. Ho già due bimbi maschi, sarebbe ora...».

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