Lunedì, 17 Maggio 2021
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Insigne: "La Juve? C'è sempre la gara di ritorno..."

L'attaccante azzurro ha tenuto ieri a Castelvolturno un incontro con la carta stampata

Insigne

Lorenzo Insigne ha tenuto ieri un incontro a Castelvolturno con le testate della carta stampata. Ecco quanto raccolto da Rino Cesarano del Corriere dello Sport ed evidenziato da Napoli Today:

Insigne, che effetto le fa incontrare il Pescara da avversario?
«Particolare. Una grande emozione. A Pescara ho lasciato tanti amici, a cominciare dal presidente Sebastiani. Per me sarà una partita speciale. Difficile dimenticare le emozioni che ho vissuto con quella maglia e l’affetto ricevuto da quella gente che ricorderò per sempre».

E se dovesse far gol?
«Ah, di sicuro non esulterò».

Come è stato l’impatto con la serie A? Davvero presenta tante difficoltà, come sostiene anche Mazzarri?
«E’ vero. Qui s’incontrano difensori che hanno molta esperienza, gente di stazza fisica superiore e tecnicamente di grande livello. Ed il ritmo partita è sicuramente più elevato. In B, invece, trovavi avversari giovani come me, magari meno esperti e diventava più facile saltarli. E il ritmo era meno frenetico. Ma c’è anche un altro motivo»

Quale?
«La sequenza degli impegni. Giocare su più fronti non è facile. Neanche si termina una gara che già se ne deve preparare un’altra. Non si ha il tempo di recuperare le energie spese e neanche quello di potersi allenare bene».

E’ soddisfatto del suo inserimento e del rendimento avuto finora?
«Sì, lo sono anche se posso fare tanto di più. L’allenatore mi sta dando fiducia ed io cerco di ricambiare. E poi c’è solo da apprendere giocando al fianco di campioni simili».

Cosa le ha trasmesso Mazzarri?
«Mi sta insegnando ad interpretare anche la fase passiva. Mi dà tanti consigli. Mi sta completando come calciatore. Ora gioco in un altro modulo e devo imparare nuovi movimenti. Ma mi sto adeguando anche se la palla non vuole entrare in porta come nello scorso campionato».

Quale compagno di squadra l’ha colpita di più?
«Cavani. E’ straordinario per quanto corre durante una partita. Sta in attacco, in difesa, dappertutto. Da lui vorrei prendere la stessa foga agonistica. E’ un vero leader, un grande».

E gli altri?
«Vorrei carpire ad Hamsik il segreto dei suoi inserimenti ed a Pandev prendere il suo sinistro, io uso prevalentemente il destro».

E’ vero che la sgridano quando non passa il pallone e per quello ha cercato di passarlo a Cavani contro il Milan?
«No, i compagni mi danno solo dei validi consigli ed io li ascolto sempre. A Cavani ho cercato di dargli la palla perché si trovava in una posizione migliore della mia. Feci la stessa cosa in un Pescara-Albinoleffe, il pallone arrivò ad Immobile che fece gol».

Le piacerebbe giocare in un tridente con Cavani e Pandev e con Hamsik a centrocampo? In pratica in un 4-3-3 come a Pescara?
«Questo lo decide Mazzarri, non posso dirlo certo io. Mi sono trovato bene nel tridente di Zeman ma anche con il modulo del Napoli penso di essermela cavata abbastanza finora».

Si vedrebbe ai Mondiali in Brasile in un tridente con El Shaaarawy e Balotelli?
«Mi piacerebbe molto, sarebbe un bel tridente ma per ora penso a far bene nel Napoli, poi sarà mister Prandelli a scegliere. Già ero nel giro della nazionale maggiore poi mister Mangia mi ha richiamato nell’Under 21 e sono tornato lì con lo stesso entusiasmo. L’esplosione di El Shaarawy? Se lo merita, sono contento per lui ma lui rispetto a me ha un anno di serie A in più. Ai Mondiali ci dovrà essere anche Verratti, è bravissimo».

Come è riuscito a superare l’impatto con il San Paolo ed a reggere a tante pressioni?
«Devo dire che i tifosi mi hanno accolto subito bene, Anzi mi hanno anche perdonato qualche errore. Questo è il comportamento giusto per aiutare i nostri giovani ad esprimere il loro potenziale. Sapevo che passando da Pescara a Napoli avrei dovuto reggere le pressioni dell’ambiente ma le ho superate pensando solo ad allenarmi e giocare bene. Non leggo quello che dicono di me i giornali, non guardo le trasmissioni sportive, resto a casa a riposarmi e a isolarmi da tutto».

Ha sentito spesso il presidente De Laurentiis? E’ un suo profondo estimatore ed è stato lui a volerlo fortemente a Napoli
«Sì, l’ho sentito. Non tante volte, ma quelle poche volte mi ha fatto una buona impressione».

Siete a due punti dalla Juve capolista, un pensierino allo scudetto l’ha fatto?
«Non fatemi pronunciare quella parola, per favore, ma da napoletano sarebbe bellissimo, un grande sogno poter arrivare ad un traguardo così importante. Noi andremo in campo sempre per vincere, poi tireremo le somme alla fine. Se restiamo uniti, potremmo fare grandi cose. Intanto le due vittorie giunte dopo quei due pari casalinghi ci hanno trasmesso una fiducia enorme».

Quindi ci sarebbero tutte le premesse per diventare l’anti-Juve?
«L’aspirazione di tutti i napoletani è quella di far bene per la propria squadra. Per il momento pensiamo solo a noi stessi e non alla classifica. Il cammino è ancora lungo. Intanto ci siamo rialzati anche in Europa League dopo una partenza non proprio bella. La Juve? Forse la sconfitta in casa loro è stato il momento che ricordo meno volentieri. Ma quello è stato un episodio. E poi c’è sempre la gara di ritorno, no? L’importante sarà continuare di questo passo e non mollare di un centimetro in classifica se sarà possibile. Altre favorite? Mi piace tanto la Fiorentina, è proprio una bella squadra, ma noi siamo più forti».

 

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