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Insigne (foto Ansa)

Insigne (foto Ansa)

Insigne: "Stanchi di sentire che giochiamo bene: quest'anno dobbiamo vincere"

L'attaccante del Napoli ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano sportivo spagnolo "As"

"Ci divertiamo anche in allenamento, però dobbiamo vincere. Siamo stanchi di sentirci dire che giochiamo bene, senza vincere nulla. Mi fa molto arrabbiare questa cosa. Quest'anno non vogliamo fallire una sola occasione. Lo abbiamo capito tutti". Lorenzo Insigne suona la carica in una lunghissima intervista rilasciata al noto quotidiano sportivo spagnolo 'As'. L'attaccante del Napoli ha spaziato a 360° sul presente e sul futuro, suo, del club azzurro e della Nazionale.

IL TOTTI DEL NAPOLI - "La maglia del Napoli è il mio sogno. L'ho sempre detto. Spero di restare qui il più a lungo possibile. Anche se nel calcio non si sa mai: magari il presidente De Laurentiis riceve un'offerta folle e decide di vendermi! L'interesse delle altre squadre? Sono molto tranquillo. Ho rinnovato il contratto con il Napoli e penso solo alla maglia azzurra. Il mio obiettivo è vincere qualcosa con la mia squadra e giocare il Mondiale con l'Italia. Speriamo di riuscirci".

ALLENATORI - "A Zeman devo moltissimo. Con lui si lavorava duro. All'epoca di Mazzarri nel Napoli mi giocavo il posto con Edu Vargas, poi pian piano sono riuscito a ritagliarmi spazio. Con Benitez ho imparato tantissimo dal punto di vista della fase difensiva, cosa fondamentale per la mia carriera. Con Sarri, poi, tutti sanno che mi trovo benissimo. A volte discutiamo, ma mi ha insegnato tantissimo. Sono sicuro che se un giorno lascerà il Napoli, allenerà un top club".

MARADONA - "Ho realizzato il sogno di incontrarlo qualche mese fa, di fare una foto con lui e dirgli che il migliore di tutti i tempi. Auguro ad ogni napoletano di vivere l'emozione che ho vissuto io. La maglia numero 10? Diego è la nostra leggenda e rispetto la decisione del club di ritirare la sua maglia. Sono contento con la numero 24, che è legata a mia moglie".

CHAMPIONS LEAGUE - "La partita contro il City di Guardiola? Il nostro gioco ricorda quello suo. Cerchiamo sempre il compagno meglio posizionato, giocando a due, tre tocchi. Sarà una gran partita e siamo molto contenti di giocarla. Loro hanno grandi campioni, ma noi non siamo messi male! L'eliminazione con il Real Madrid? Sapevamo di aver davanti la migliore squadra del mondo. Noi abbiamo fatto la nostra partita. Non abbiamo nulla da rimproverarci".

CALLEJON - "Come attacca la profondità Josè, non lo fa nessuno in Europa. Non so se è una cosa che gli hanno insegnato in Spagna, o è una cosa innata. E' qualcosa di incredibile. Senza togliere nulla agli altri calciatori convocati da Lopetegui, credo che Callejon e Albiol meritino la nazionale. Forse li vedremo ai mondiali, chissà".

IL BERNABEU - "Sarà bello tornare lì con la Nazionale dopo averci giocato col Napoli. E' uno degli stadi più importanti del mondo. Il mio gol contro il Real? Fu unico! Vidi Keylor Navas fuori dai pali e ho provato a tirare in porta. Mi è andata bene...".

LA NAZIONALE - "Ventura sta dando il suo stile di gioco a questa Nazionale. Vuole una squadra giovane e offensiva. Stiamo lavorando molto sul 4-2-4. Con la Spagna abbiamo bisogno dei tre punti: andremo al Bernabeu per vincere".

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