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Inler: "La permanenza di Lavezzi è importante per fare una grande squadra"

Il centrocampista svizzero ha rilasciato una lunga intervista a Il Mattino

Inler

Gokhan Inler ha rilasciato una lunghissima intervista a Il Mattino. Eccone alcuni passaggi salienti, evidenziati da Napoli Today:

La Champions è lì, manca solo l’ultimo sforzo…
«Ora dipende tutto da noi, adesso siamo terzi a pari punti con l’Udinese e padroni del nostro destino. Dobbiamo pensare a noi stessi senza doverci preoccupare più di cosa faranno gli altri. Nella mia testa c’è solo il Bologna, dobbiamo essere al top per vincere, troveremo una squadra organizzata, lo abbiamo già sperimentato all’andata. Sarà importante avere il sostegno dei nostri tifosi: so che ci seguiranno in tanti, l’anno scorso vidi che lo stadio di Bologna era tutto azzurro. I napoletani ci potranno dare una spinta importante».

Inler, l’uomo dei gol pesanti in Europa, magari a Bologna si sbloccherà in campionato firmando un gol per la Champions?
«Sarebbe bellissimo. L’importante però è giocare una buona partita, il gol può segnarlo chiunque, è uguale. Il Napoli rende al massimo quando tutti quanti si esprimono al massimo. Deve essere un’orchestra perfetta, solo così potremo vincere a Bologna».

Nelle ultime gare è tornato il vero Inler dopo una flessione: come spiega la rinascita?
«Impossibile mantenere lo stesso rendimento quando si giocano tantissime partite in una stagione. Con l’Udinese giocai l’Europa League ma è tutta un’altra cosa. Il livello della Champions è molto più alto, ci sentivamo già con un piede nei quarti e la delusione di Londra è stata grandissima per tutti noi. Nel momento più difficile siamo ripartiti tutti quanti insieme, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo ritrovato la piena convinzione dei nostri mezzi».

Nell’Udinese giocava in un centrocampo a cinque, nel Napoli si gioca a quattro: questo l’ha condizionata?
«No, il modulo non c’entra. È un fatto normale che occorra del tempo per inserirsi, a Udine ho giocato per quattro anni in una determinata maniera e sono entrato in una squadra che da tre anni giocava in un certo modo collaudato e che tutti gli altri già conoscevano a memoria. Tutto normale, quindi».

Come si è trovato con Mazzarri?
«Molto bene, difende la squadra, aiuta tutti quanti, lavora tantissimo sul campo da mattina a sera. Siamo cresciuti tutti quanti insieme in questo anno di lavoro con l’esperienza della Champions che è stata la prima quasi per tutti».

Parliamo del centrocampo, troppo pochi in tre?
«Purtroppo Donadel si è infortunato e ci è mancato, siamo rimasti in tre. Dzemaili è un mio compagno di nazionale, Gargano lo conoscevo da avversario, non molla, per la squadra il suo apporto è importantissimo, non si ferma mai e lotta su ogni pallone, il suo è un grandissimo lavoro in ogni partita».

Lavezzi ha festeggiato il compleanno, la sua permanenza a Napoli sarebbe importante per il progetto futuro?
«Lavezzi innanzitutto può darci una mano in queste ultime partite stagionali. Se vogliamo fare una grande squadra in futuro il Pocho è importante, come sono importanti gli altri del Napoli».

Cavani, ad esempio…
«Certo, Edi l’ho affrontato da avversario a Palermo, già era forte ma a Napoli è diventato una stella. Un attaccante micidiale davanti alla porta e veloce, tra i più forti a livello europeo e lo ha dimostrato segnando fino agli ottavi di Champions dimostrando di poter fare la differenza. È importante Cavani ed è importante anche Goran Pandev, a me piace molto, si tratta di un grande attaccante. Sicuramente mi farebbe piacere la sua presenza nel Napoli del futuro».

Chi ha già firmato e resterà certamente è Hamsik, suo compagno di stanza in ritiro….
«Sono contentissimo che abbia rinnovato. Marek in campo gioca con grande gioia e con la testa. Un elemento fondamentale per le sue caratteristiche, un giocatore di altissimo livello».

Il suo rapporto con Napoli?
«La città è bellissima, vivo a Castelvolturno ma appena posso mi sposto a Napoli per conoscere la sua storia. Visito i musei. Guardo le chiese dall’esterno, la mia religione è musulmana. E ovviamente mi piace la cucina, però al primo posto non metto la pizza. Preferisco altri piatti, i primi, i secondi».

Il Napoli, i tifosi, il pubblico del San Paolo, per lei non è stata una sorpresa?
«I tifosi sono straordinari, ci hanno dato sempre una grossa mano, sarà importante avere tanti napoletani al seguito anche a Bologna».

 

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