rotate-mobile
Giovedì, 22 Febbraio 2024
Notizie SSC Napoli

Infarto per ex calciatore del Napoli: "Potevo morire davanti al Duomo di Milano"

"Vi parlo da un letto di ospedale", racconta sui social l'ex centrocampista e ora chef Roberto Scarnecchia

Roberto Scarnecchia, ex calciatore del Napoli nella stagione 1982-83 e oggi chef, ha raccontato su Instagram di aver avuto un infarto e di aver rischiato di morire davanti al Duomo di Milano.

"Vi parlo da un letto di ospedale" dice l'ex centrocampista, classe 1958, che da quando ha appeso le scarpette al chiodo (dopo aver militato anche alla Roma e al Milan) si è buttato sul settore della ristorazione. "Domenica 3 intorno alle 22 ho avuto un infarto mentre attraversavo il Duomo di Milano" racconta Scarnecchia su Instagram. "Avevo parcheggiato la macchina per andare in albergo ed ho sentito un grandissimo dolore al petto, mi sono seduto sui gradini di questo monumento meraviglioso, ero lì ed ho detto se proprio la mia vita deve finire ora, mi faranno delle fotografie con un monumento storico dietro, ma non è andata così per fortuna perché vi sto parlando". 

A quel punto però passa una coppia di fidanzati. "Lui era medico" dice l'ex calciatore, "mi ha visto seduto sui gradini e mi ha chiesto se stavo bene, se avevo mangiato, gli ho detto di no, e allora ha chiamato subito l'ambulanza che mi ha portato d'urgenza al San Luca a Milano e all'1 di notte mi hanno fatto un intervento al cuore e mi hanno salvato la vita".

"Ci sono tantissimi tipi di infarto" aggiunge Scarnecchia. "Questo è stato preso assolutamente all'inizio, era un infarto delle vie che portano l'arteria alle coronarie, sono tre vie e una di questa era completamente occlusa, non per il colesterolo ma probabilmente per un po' di stanchezza e stress che può capitare a tutti". 

Un grande spavento, alla fine tutto si è risolto per il meglio. "Mi hanno preso un po' per i capelli" racconta ancora su Instagram. "Erano un paio di ore che il cuore era in sofferenza, prima che entrasse con la sonda per liberarmi l'arteria occlusa e mettermi uno stent, perché le altre erano libere, e diciamo che è andato tutto bene: non ho mai perso conoscenza, sono rimasto sempre sveglio, non ho vomitato non ho avuto i sintomi del classico infarto con mal di schiena e di reni". 

L'ex calciatore conclude facendo un appello: "Se posso dare un consiglio è, almeno per le persone un po' più grandi che fanno una vita come la mia, sport e alimentazione sana e una vita regolare: magari dormo poco, che ogni tanto si facessero una visita alle coronarie. Una coronarografia, è un po' invasiva, magari si perdono un paio d'ore della propria vita in un anno o in sei mesi, ma si valutano le condizioni. Quelle dell'infarto non sono dipese sempre dall'alimentazione, dal colesterolo, dal cuore debole ma ci sono tantissimi motivi e fare un controllo anche un elettrocardiogramma anche sotto sforzo, magari ti salvano la vita. Io sto bene, tra qualche giorno esco e ricomincerò a rompere le scatole con il mio lavoro. Ciao a tutti".

La notizia su Today.it

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Infarto per ex calciatore del Napoli: "Potevo morire davanti al Duomo di Milano"

NapoliToday è in caricamento