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Venerdì, 23 Febbraio 2024
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Sogni e tragedie di Ascarelli, l'uomo che diede vita al calcio Napoli

L'imprenditore, nel 1929, commissionò a proprie spese la costruzione di un nuovo campo sportivo chiamandolo Vesuvio, ma morì improvvisamente pochi mesi dopo dall'inaugurazione

Un giovane imprenditore partenopeo di origine ebraica, Giorgio Ascarelli, presidente del Foot-Ball Club Internazionale-Naples, decise di fondare il 1º agosto 1926 l'Associazione Calcio Napoli, diventandone il presidente.

L'Associazione Calcio Napoli (diverrà SSC Napoli solamente nel 1964) nacque dalla fusione del Naples Foot-Ball Club e dell'Unione Sportiva Internazionale Napoli. Il 3 agosto la nuova squadra del Napoli ottenne l'affiliazione al Direttorio Divisioni Superiori (Lega Calcio dell'epoca), come unico club del Centro-Sud insieme ai sodalizi capitolini Alba Audace e Fortitudo Pro Roma.

Il club esordì in campionato nella Divisione Nazionale 1926-1927, retrocedendo per ben due volte in seconda divisione, venendo però salvata dalla Figc grazie al ripescaggio.

Ascarelli fu vice sindaco di Napoli per la zona Mercato e titolare di una grande industria di tessuti fondata nel 1879. Grande appassionato di arte e di sport fu anche tra i fondatori del Real Circolo Canottieri Italia. Grazie ai suoi investimenti il Napoli calcio divenne in breve tempo competitivo a livello nazionale. Nel 1929 commissionò, completamente a proprie spese, la costruzione di un nuovo campo sportivo, di proprietà privata del club, al Rione Luzzatti, nei pressi della Ferrovia, che fu inaugurato l'anno dopo con il nome di Vesuvio. Quando l'imprenditore morì, pochi mesi dopo l'inaugurazione dello stadio, i tifosi ottennero a furor di popolo che il campo sportivo fosse proprio dedicato ad Ascarelli. A stroncargli la vita una peritonite fulminante.

In realtà sulla nascita del Napoli calcio è in corso una disputa. Come afferma Forgione, la fusione tra Naples Foot-Ball Club e l’U.S. Internazionale con la quale si costituì l’Internaples Foot-Ball Club, che scelse il colore azzurro, si deve a Emilio Reale, che nel 1925 cedette la presidenza al ricco commerciante Giorgio Ascarelli, che fu però colui che instradò la società verso il successo.

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