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Il Napoli festeggia la vittoria in Coppa Italia

Il Napoli festeggia la vittoria in Coppa Italia

Il 2020 del calcio a Napoli: dallo stop per Covid alla morte di Maradona, passando per la vittoria in Coppa Italia

Tutti gli avvenimenti e gli eventi che hanno segnato il mondo del pallone nella città partenopea durante gli ultimi 12 mesi

Il 2020 è stato un anno molto particolare per il calcio a Napoli, anche in virtù del lungo stop per Covid, che ha finito per influire, e molto, sulla stagione sportiva. La morte di Diego Armando Maradona, però, è stato senza dubbio l'evento che ha segnato gli ultimi mesi dell'anno che si avvia alla conclusione. A livello sportivo da ricordare soprattutto la vittoria degli azzurri in Coppa Italia in finale a Roma, a porte chiuse, contro la Juventus guidata dall'ex Maurizio Sarri. 

La rinascita con Gattuso, poi il lungo stop per Covid

Il 2020 calcistico del Napoli non inizia nel migliore dei modi. Gli azzurri ripartono con Gennaro Gattuso, da poco subentrato a Carlo Ancelotti in panchina, ma nelle prime settimane dell'anno Insigne e compagni incappano in una tripla sconfitta di fila in campionato contro Inter, Lazio e Fiorentina. Verso la fine di gennaio, però, inizia la risalita: i partenopei battono al San Paolo nei quarti di finale di Coppa Italia la Lazio per 1-0, in un emozionante e rocambolesco match deciso da una prodezza di Insigne. Pochi giorni dopo a Fuorigrotta arriva la Juventus dell'ex Sarri, al ritorno per la prima volta dall'altro lato della barricata al San Paolo, sconfitta per 2-1 con una prestazione praticamente perfetta degli uomini di Gattuso, sublimata dai gol di Zielinski e di capitan Insigne.

A febbraio l'ottimo momento degli azzurri prosegue. Un gol di Fabian Ruiz consente al Napoli di sbancare San Siro nella semifinale di andata di Coppa Italia contro l'Inter. Poi l'attesissimo match degli ottavi di finale di Champions League al San Paolo contro il Barcellona, terminato per 1-1 con reti di Mertens e Griezmann. In campionato vincono per tre volte in trasferta, contro Sampdoria, Cagliari e Brescia e battono tra le mura amiche il Torino per 2-1 nell'ultimo match prima del lungo stop per Covid giocato nell'ultimo giorno del mese a Fuorigrotta, ancora con il pubblico sugli spalti.

La vittoria in Coppa Italia e la ripartenza del Campionato

Il calcio italiano (e quello internazionale) si ferma causa Coronavirus per oltre 3 mesi. E' lo stop più lungo dalla Seconda Guerra Mondiale in poi. Il ritorno in campo per il Napoli avviene subito con il botto. Il 13 giugno, in un San Paolo deserto, gli uomini di Gattuso ospitano l'Inter di Antonio Conte per la semifinale di ritorno di Coppa Italia. Dopo il vantaggio iniziale dei milanesi, i partenopei pareggiano il match con un gol di Mertens. Decisive nella ripresa le parate di Ospina, che salvano il risultato e spediscono gli azzurri nella finalissima di Roma, ancora una volta contro la rivale di sempre, la Juventus. 

Quattro giorni dopo all'Olimpico partenopei e bianconeri si sfidano in un match molto equilibrato e tattico. Il risultato non si sblocca e resta incollato sullo 0-0 per tutti i 90' regolamentari di gioco più recupero. Al termine del match si va direttamente ai calci di rigore, che premiano il Napoli, più preciso dal dischetto grazie alle realizzazioni di Insigne, Politano, Maksimovic e quella finale di Milik. Decisivi gli errori di Dybala e Danilo fra i piemontesi. Al fischio finale nel capoluogo campano esplode la gioia. Nonostante l'emergenza Covid, tantissimi tifosi azzurri si riversano in strada per festeggiare il successo degli uomini di Gattuso fino a tarda notte, quando la squadra rientra in treno dalla Capitale senza scendere alla Stazione Centrale di Napoli per evitare ulteriori assembramenti. 

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Il 23 giugno riparte anche il campionato per Insigne e compagni, che vincono per 2-0 a Verona. Si gioca ogni tre giorni, con il Napoli che già qualificato ai gironi di Europa League in virtù della vittoria in Coppa Italia, prepara il ritorno di Champions contro il Barcellona previsto in agosto. Con la vittoria per 3-1 al San Paolo contro la Lazio, gli azzurri chiudono al settimo posto in classifica. Una settimana dopo gli uomini di Gattuso vengono eliminati dalla Champions League, perdendo in casa del Barcellona per 3-1. Si chiude così una lunghissima stagione agonistica durata 12 mesi. 

Osimhen colpo più costoso della storia azzurra

L'estate segna anche il colpo di mercato più costoso della storia del Napoli. Dopo una lunga trattativa, il club di De Laurentiis strappa al Lille Victor Osimhen, per una cifra complessiva di circa 70 milioni di euro tra contropartite economiche e tecniche. Il suo trasferimento in azzurro viene ufficializzato il 31 luglio. 

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Il Napoli riparte da Castel di Sangro

A fine agosto la nuova stagione del Napoli prende il via da Castel di Sangro. Gli azzurri effettuano un ritiro più breve in Abruzzo, dopo molti anni in Trentino. Il 20 settembre prende il via il campionato di Serie A 2020-2021. Insigne e compagni partono col piede giusto vincendo a Parma per 2-0. Nel finale di mercato dal Chelsea arriva Bakayoko a rinforzare ulteriormente la rosa a disposizione di Gattuso. A fine settembre, però, scoppia la grana Covid. Il Napoli batte al San Paolo per 6-0 il Genoa. Tra i rossoblù, però, scoppia un focolaio che porta alla positività di circa 20 componenti del gruppo squadra, accertate nei giorni immediatamente successivi al match contro gli azzurri. Pochi giorni dopo anche i partenopei Zielinski e ed Elmas risultano positivi al Coronavirus. Le Asl competenti per territorio mettono in isolamento il gruppo squadra azzurro, che non parte per la trasferta di Torino, dove il 4 ottobre avrebbe dovuto affrontare la Juventus. I bianconeri si presentano da soli sul campo di gioco. Seguono una serie di polemiche infinite e ricorsi, con due sentenze, quella del Giudice Sportivo e della Corte Federale, sfavorevoli al club di De Laurentiis, che infiliggono prima e confermano poi lo 0-3 a tavolino ed un punto di penalizzazione in classifica ai partenopei. 

L'addio a Maradona: il San Paolo intitolato all'ex capitano azzurro

Nel pomeriggio del 25 novembre una notizia sconvolge il mondo del calcio e la città di Napoli. Diego Armando Maradona, che poche settimane prima aveva festeggiato il suo 60esimo compleanno, si spegne in Argentina a causa di un arresto cardiocircolatorio. La notizia fa subito il giro del globo e la città partenopea piomba nello sconforto più totale. Il capitano di tante battaglie e di tanti successi non c'è più. I tifosi azzurri cominciano a recarsi in pellegrinaggio all'esterno del San Paolo. Migliaia e migliaia di cimeli e ricordi vengono lasciati dai supporters partenopei, riuniti in una commossa veglia funebre, nei pressi dell'impianto di Fuorigrotta. Il giorno dopo l'Argentina saluta il suo re con la camera ardente alla Casa Rosada. Tantissime le iniziative a Napoli per ricordare il 'Pibe de Oro'.

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Gli azzurri battono il Rijeka in Europa League per 2-0 e dedicano la vittoria al 'Diez'. Il Comune annuncia l'intenzione di intitolare lo stadio al fuoriclasse sudamericano. La prima partita della storia al Diego Armando Maradona si giocherà il 10 dicembre tra Napoli e Real Sociedad, match che regalerà a Insigne e compagni il passaggio ai sedicesimi di finale di Europa League. 

Il Collegio di Garanzia del Coni accoglie il ricorso del Napoli: il match con la Juve si recupererà nel 2021

L'anno del Napoli si chiude con una vittoria lontano dai campi di calcio. Il 22 dicembre, infatti, il Collegio di Garanzia del Coni accoglie il ricorso del club partenopeo, ribaltando le sentenze del Giudice Sportivo e della Corte Federale e restituendo agli azzurri un punto in classifica ed una partita in più da giocare, quella non disputata il 4 ottobre contro la Juventus, che sarà recuperata nel 2021. Sul terreno di gioco, però, gli uomini di Gattuso chiudono male il 2020. Negli ultimi tre match di campionato, infatti, i partenopei racimolano un solo punto, frutto di un pareggio interno acciuffato allo scadere contro il Torino e della doppia sconfitta in trasferta contro Inter e Lazio. 

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