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Diego Lavezzi: "Vi racconto mio fratello Ezequiel"

Viaggio nel mondo del Pocho attraverso le parole del fratello Diego

Diego Lavezzi, fratello di Ezequiel, ha raccontato in una newsletter inviata agli amici italiani che hanno aderito al progetto Ansur, alcuni particolari dell'infanzia della famiglia Lavezzi, come riporta Il Mattino. Ecco quanto evidenziato da Napoli Today: "A 12 anni io lavoravo in un negozio di ferramenta e quando ne avevo 14 i nostri genitori Alberto e Dora divorziarono: fu un momento molto duro per me e i miei fratelli Ezequiel e Valeria, tutti noi siamo orgogliosi dell'educazione ricevuta da mamma e papà. Prima che mio fratello iniziasse a giocare a livello professionistico, con alcuni amici dell'Atletico Coronel Aguirre, la prima squadra di Ezequiel, istituimmo una biblioteca pubblica con undicimila libri ricevuti in dono. Fu molto bello. A causa della mancanza di cibo, e quindi della cattiva alimentazione, alcuni ragazzi che giocavano nella squadra iniziarono ad avere dei problemi. Fu da lì che decidemmo di dare una svolta e iniziare a lavorare con l'ong della nostra città, chiamata «Vincoli», che si dedicava alla prevenzione di droghe, violenza familiare e sessuale. Allo stesso tempo, accanto al coordinatore e alle scuole, che assistevano i nostri bambini, ricevemmo statistiche per ogni ragazzo: potevamo controllarne le prestazioni, la frequenza e il rendimento scolastico, avvisando i genitori se i loro figli avevano problemi. Dal giorno del debutto di Ezequiel in prima divisione, nove anni fa, iniziammo a parlare del momento in cui avremmo potuto mettere in atto qualcosa che potesse favorire la formazione umana e culturale dei ragazzi del quartiere. Grazie alla posizione di Ezequiel, l'anno scorso il nostro sogno si è avverato. Sono molto orgoglioso di mio fratello e della sua generosità. Noi crediamo che lavorare con i bambini, gli adolescenti e le loro famiglie, sia il fondamento per l'educazione futura. Siamo in grado di dimostrare a questi ragazzi che ci sono altri modi di vivere la realtà quotidiana e culturale, attraverso una vita fondata su valori, rispetto per se stessi e per gli altri, potenziando la dignità e fornendo strumenti per la futura integrazione sociale. La nostra grande sfida è quella di lavorare più a fondo con le famiglie, avvicinando sempre più ragazzi al progetto".

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