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Debiti e sconfitte, il Liverpool è alla deriva

I prossimi avversari del Napoli in Europa League non se la passano affatto bene, sia dal punto di vista agonistico che economico

Una nave alla deriva in una delle notti più buie nella storia del club: zavorrato da una montagna di debiti, relegato nei bassifondi della classifica, contestato dai suoi tifosi, i più fedeli e pazienti d'Inghilterra, l'inarrestabile declino del Liverpool non ha fine. Dalla mancata qualificazione in Champions League la scorsa stagione al penultimo posto quest'anno. Una sola vittoria e tre sconfitte dopo sette giornate. Domenica, dopo la sconfitta interna contro il Blackpool, per la prima volta i tifosi hanno gridato al cielo tutta la loro frustrazione. Contro tutti, dalla proprietà - gli statunitensi Tom Hicks e George Gillett, mai amati a Liverpool - al manager Roy Hodgson, come riferisce l'Ansa. Dopo appena 14 partite sulla panchina dei Reds il manager inglese, arrivato in estate per sostituire con Rafa Benitez, già rischia l'esonero secondo i sempre informati bookmakers. Per il momento la società lo difende (almeno pubblicamente), anche perchè non si potrebbe permettere l'ingaggio di un nuovo allenatore. Mai così in basso in 50 anni. Una crisi senza precedenti. Nonostante un'estate che sì ha registrato la partenza di Javier Mascherano (Barcellona) ma anche 22 milioni di euro spesi per gli acquisti di Raul Meireles, Paul Konchesky e Christian Poulsen, oltre all'arrivo di Joe Cole, svincolato dal Chelsea. Un tracollo, che come sempre ha più di un responsabile. A cominciare dai vertici societari. In vendita da aprile, il Liverpool è una società che naviga a vista, senza orizzonti precisi, con una proprietà che entro metà ottobre dovrà trovare il modo per rifinanziare un debito di 310 milioni di euro. Un'enormità che sta destabilizzando lo spogliatoio dove campioni come Pepe Reina, Steven Gerrard e Fernando Torres appaiono irriconoscibili. Controfigure tremolanti di se stessi. E' la mancanza di programmazione, stabilità, chiarezza di obiettivi a logorare i Reds, che si erano illusi in estate di poter competere per le prime posizioni e ora si trovano impaludati in fondo alla classifica. Immaginare la retrocessione del Liverpool per il momento è solo fantacalcio, ma questa stagione ha contorni già così foschi da non promettere nulla di buono. L'unica nota positiva per il club viene dall'Europa League, dove gli uomini di Hogdson sono in testa al Girone K con 4 punti, proprio alla vigilia del doppio incontro con il Napoli.

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