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De Sanctis: "Dopo il Napoli mi piacerebbe giocare in America"

Il portiere azzurro parla di passato, presente e futuro in maglia azzurra

Morgan De Sanctis ha rilasciato una lunghissima intervista a "Il Roma". Ecco quanto evidenziato da Napoli Today:

SVOLTA NAPOLI - "È stato fatto un lavoro atletico particolare per farci arrivare al top nelle sfide Champions. Dopo il rientro dalle vacanze natalizie si è lavorato molto, la squadra era più carica rispetto agli altri che avevano un programma diverso. Non abbiamo mai voluto abbandonare il campionato. Questa è una squadra che sta raccogliendo ottimi risultati come l’anno scorso. Siamo consapevoli che dobbiamo lavorare duro sui tre fronti dove ancora oggi siamo protagonisti. Dobbiamo pedalare sempre. Noi confidiamo di essere sulla cresta dell’onda fino al 20 maggio. Di partita in partita daremo il massimo per tentare di agguantare il terzo posto".

CHAMPIONS - "Ci teniamo tantissimo affinché la Champions sia ancora più entusiasmante. Indipendentemente da ciò che accadrà col Chelsea è stata una corsa stupenda da settembre ad oggi. Visto come è finita al San Paolo, cercheremo di sfruttare al massimo il nostro 51% delle possibilità. I Blues sono forti, hanno ripreso fiducia. Ci sono tanti campioni ma noi attraverso le nostre qualità cercheremo di regalare altre emozioni ai nostri tifosi".

PIAZZA DI NAPOLI - "Prima di firmare per il Napoli mi avevano parlato delle pressioni che si potevano subire rispetto a piazze altrettanto grandi. Era tutto vero. La realtà è superiore a ciò che si può pensare. È un posto dove è difficile mantenere gli equilibri. Un calciatore deve essere bravo a gestire la positività di questo ambiente. La città vive il calcio in maniera unica, passionale e quindi è un piacere poter indossare la maglia azzurra. Quando andrò via, spero il più tardi possibile, sarà veramente difficile ritrovare una cosa simile".

LAVEZZI - "Il Pocho ha detto che quelle volte che esce vorrebbe stare più tranquillo. Il discorso di Ezequiel è condivisibile. Ha detto cose senza retorica e piaggeria. Sa bene, però, che tra qualche anno la vita calcistica finirà e sarà lui a chiedere di firmare gli autografi. Sappiamo che ci sono delle responsabilità derivanti dai grandi poteri tecnici che ha. È un campione in campo e anche fuori. È generoso, quando parlo del Pocho mi si apre il cuore. Vale la pena fare un sacrificio in più perché se lo merita. La sua crescita? Va abbinata alla maturazione caratteriale e poi c’è anche un aspetto tecnico. Ha fatto un lavoro specifico per migliorare la carenza sotto porta. Ci sono di mezzo lo staff, l’apporto di Lucarelli e la volontà del diretto interessato. La sua permanenza a Napoli? Sono felice di far parte di una società che non ha mai sbagliato niente da questo punto di vista. Mi fido del presidente e quindi guardo al futuro con un grande ottimismo".

MAZZARRI - "Di complimenti il nostro tecnico ne riceve tantissimi e non solo da Moratti. Purtroppo le belle parole del presidente dell’Inter sono state viste come un interesse verso l’allenatore. Io dico che Mazzarri ha un altro anno di contratto con il Napoli e finché sarà qui non abbasserà mai la concentrazione. Sarà sempre sul pezzo. Così come per Lavezzi, pure per Walter vale la pena spendere una parola in più perché è una risorsa fondamentale per il Napoli. Ce li dobbiamo godere entrambi e ottenere risultati prestigiosi. A me interessa che fino a quando tutti saremo qui dovremo dare il 100%".

COPPA ITALIA - "E' arrivato il momento di alzare un trofeo...".

FUTURO - "Spero di poter rimanere il più a lungo possibile a Napoli. Dipende anche dalla società che sa che mi piacerebbe continuare. Vorrei finire la mia carriera europea a Napoli. Dopodiché non mi dispiacerebbe andare in America. Spero di giocare ancora perché mi sento bene. In funzione di questo sono concentrato e lavoro sodo. Una volta appese le scarpette, come già detto, mi piacerebbe godermi di più la mia famiglia. Senza trascurare che per tutta la vita ho fatto calcio e quindi mi auguro che ci sia la possibilità di ritagliarmi un ruolo a livello dirigenziale o in televisione come commentatore. Ma ora non ci penso, ci sarà ancora tanto pallone ad altissimi livelli".

 

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