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Cavani: "Voglio che la gente di Napoli un giorno mi ricordi per aver dato tutto in campo"

Il Matador ha lasciato una lunghissima intervista al quotidiano uruguaiano El Pais

Edinson Cavani ha rilasciato una lunghissima intervista al quotidiano uruguaiano El Pais. Ecco quanto tradotto ed evidenziato da Napoli Today: "La gente di Napoli è molto affettuosa, molto più che in Sudamerica. All'inizio restavo sorpreso da queste dimostrazioni di giorno in giorno. Poi ho capito che è il loro modo di dimostrare affetto nei tuoi confronti. Si tratta di un riconoscimento, un ringraziamento di quello che tu fai per loro. Ed io sono molto felice ed orgoglioso di tutto ciò, perchè significa che sono sulla strada giusta. Posso uscire di casa, anche se è difficile! Io e mia moglie Soledad siamo persone molto riservate. Non posso dire che non si può andare in un ristorante a mangiare liberamente, solo che magari è opportuno chiamare e prenotare un posto più riservato prima per avere un pò più di privacy. Se mi da fastidio che si parla tanto di me? Prima pensavo che meno se ne parlasse e meglio fosse, perchè non amo tanto la luce dei riflettori, ma poi mi sono reso conto che forse è giusto che se ne parli. L'importante è rimanere sempre semplici e non cambiare mai. L'imminente nascita del piccolo Bautista? Non chiederò mai a lui che diventi un calciatore, ma che sia una persona con quei valori morali che io e la madre cercheremo di inculcargli. Sarà di sangue uruguaiano, ma napoletano di nascita, perchè Dio ha voluto che nascesse qui ed è giusto che sia fatta la sua volontà, senza che Maria Soledad debba tornare in patria dalla famiglia per partorire. Ringrazio ogni giorno Dio per avermi dato la possibilità di giocare a calcio e competere in un campionato come quello italiano. Ho avuto un'infanzia felice. Grazie a Dio, ho sempre avuto tutto. Non mi sono mai mancati cibo e una casa. Forse non sempre ho avuto una Coca Cola o il gelato, ma non sono cose importanti queste. I miei genitori hanno sempre lavorato e continuano a lavorare, nonostante io adesso potessi provvedere anche a loro. La cosa più importante per me è sapere che la mia famiglia e mia moglie mi amano sempre allo stesso modo per quello che sono, perchè mi conoscono da sempre e non perchè adesso sono famoso grazie al calcio. Per quanto riguarda il calcio spero di diventare un campione. Ho sempre giocato per vincere e per dare il massimo in campo. Voglio lasciare un segno a Napoli, perchè la gente un giorno mi ricordi come uno che ha lasciato tutto in campo per la maglia azzurra, pronto sempre a dare il massimo e a rischiare qualsiasi cosa pur di condurre la squadra alla vittoria. La pizza Cavani? L'hanno fatta un pò troppo piena di cose, se l'avessero fatta un pò più semplice forse sarebbe stato meglio! Di veri amici ne ho pochi e quasi tutti sono fuori dal calcio. Gli unici due di questo ambiente sono Gargano e Bertolo. La camorra? Sono cose brutte, con le quali non voglio avere proprio nulla a che farci".

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