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#AskMarek, le risposte del capitano del Napoli alle domande dei tifosi

Il futuro lontano dal calcio, i suoi gol più belli, il suo sogno: un tatuaggio sulla schiena con il terzo scudetto del Napoli

Oggi è toccato a Marek Hamsik rispondere, in diretta Facebook, alle domande dei tifosi del Napoli sulla pagina ufficiale del club.

"Ho scelto il 17 per il 7 nella mia data di nascita", racconta il capitano azzurro. "A Brescia il 7 era occupato, così come il 27, quindi presi il 17 che ho poi conservato a Napoli".

"I miei gol più belli? Col ;ilan, quando partii dalla nostra area di rigore, ma anche quello con la Juve quando vincemmo 3-2 a Torino, e ancora con la Juve in Coppa Italia quando vincemmo la finale 2-0. Spero di superare Diego Maradona al più presto come numero di gol. Sarà qualcosa di storico. Io sono un centrocampista, e sono riuscito a segnare tanto. Dopo sarò sicuramente superato anche io, però è uno sfizio che voglio togliermi".

"I miei idoli - racconta Hamsik - da bambino erano due. Pavel Nedved, nel quale mi rispecchio molto, e Zinedine Zidane per la sua classe". "Cosa vuol dire essere capitano del Napoli? Una grande emozione, un onore che difficilmente si può descrivere. Napoli vive di calcio, e rappresentarla è un onore e una responsabilità".

Capitolo tatuaggi. "I tatuaggi che per me significano di più? È facile, sono quelli dei miei figli, Cristian e Melissa. Se vinciamo lo scudetto? Mi faccio un gran tatuaggio dello scudetto sulla schiena, ho ancora spazio", sorride il capitano.

"Di Napoli quando non ci sono mi manca un po' di tutto. Il mare, il clima, la gente sempre sorridente, il fatto che si mangia alla grande. Per tutte queste cose sono ancora qui. Un piatto tipico napoletano che mi piace? Pizza, pasta, mozzarella. Quando vengono amici dalla Slovacchia è la prima cosa che gli faccio mangiare. Poi adoro il riso alla parmigiana, so che non è un piatto tipico ma in ritiro lo mangio spesso".

"Quando smetto di giocare a calcio tornerò sicuramente a casa. È da quando avevo 14 anni che non vivo con la mia famiglia".

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