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Cavani fa sognare Napoli, espugnato anche l'Olimpico per 2-0

Il Matador non si ferma più e con un'altra doppietta trafigge anche la Roma. La squadra di Mazzarri sempre più lanciata nella lotta scudetto

Le note di "O' surdato nnammurato" tornano a riecheggiare all'Olimpico, 24 anni dopo. Era la stagione 86/87, quella del primo storico scudetto azzurro, quando gli uomini di Bianchi sconfissero la Roma a domicilio con un gol di Maradona su splendido assist di Bruno Giordano. E forse questo Napoli qui, davvero comincia a mostrare le stimmate di quella squadra, dopo l'ennesima prova di forza contro gli uomini di Ranieri. Un 2-0 senza appello, con una partita dominata e controllata in lungo e in largo e con un Matador Cavani sempre più lanciato verso nuovi record, dopo aver raggiunto già quota 20 gol in campionato. Ma la forza della compagine partenopea sta soprattutto nel gruppo guidato dal vero condottiero di questo miracolo, Walter Mazzarri. Gli azzurri partono subito bene, ma dopo il primo quarto d'ora la Roma viene fuori e si rende pericolosa in più di un'occasione, soprattutto con Vucinic, al quale De Sanctis nega il gol con un prodigioso intervento. Col passare dei minuti il Napoli prende le contromisure ai giallorossi e sfiora il gol in due occasioni, con Maggio prima e con Cavani poi. Il match s'innervosisce, Dossena e Taddei si scambio spintoni, gomitate e calci, Rosi e Lavezzi sputi, ma l'arbitro non vede. Il primo tempo si chiude con un sostanziale equilibrio, ma dagli spogliatoi rientrano in campo undici furie azzurre. Passano solo 3 minuti e Lavezzi inventa uno splendido pallone in profondità per Hamsik. Juan tocca da dietro il piede dello slovacco che inciampa e si procura il rigore. Dal dischetto si presenta Cavani, che porta in vantaggio gli azzurri trasformando il penalty finito prima sul palo e poi in rete. La Roma perde la testa, in particolare De Rossi che colpisce Cavani con un calcione da espulsione. I giallorossi non riescono a sfondare ed il Napoli parte spesso in contropiede, soprattutto con Zuniga, entrato finalmente al posto di un nervosissimo Dossena. Mazzarri rinforza anche il centrocampo togliendo Hamsik e inserendo Yebda, ma a 13 minuti dalla fine l'occasione per chiudere il match capita sui piedi di Lavezzi. Lancio dalle retrovie ed il Pocho sul filo del fuorigioco s'invola in solitario davanti a Julio Sergio, ma nel tentativo di scartarlo, l'estremo difensore romanista gli sottrae la sfera respingendola sui piedi di Cavani, che in corsa spara alto. L'argentino è croce e delizia di questo Napoli e così a 7 minuti dalla fine con un'invenzione di testa, dà il via all'azione che Cannavaro rifinisce alla perfezione con un cross dalla destra sul quale al centro si avventa il solito Cavani, che mette la parola fine all'incontro, mandando in brodo di giuggiole gli oltre 5 milioni di tifosi del Napoli sparsi nel Mondo.

Roma-Napoli 0-2

Roma (4-3-1-2): Julio Sergio, Rosi, Cassetti, Juan, Riise, Simplicio (32' st Greco), De Rossi, Perrotta, Taddei (1' st Menez), Borriello, Vucinic (32' st Totti). A disp. Doni, Castellini, Loria, Brighi, Menez. All. Ranieri

Napoli (3-4-2-1): De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio, Gargano, Pazienza, Dossena (13' st Zuniga), Hamsik (28' st Yebda), Lavezzi, Cavani (40' st Mascara). A disp. Iezzo, Santacroce, Cribari, Sosa. All. Mazzarri 

Arbitro: Bergonzi di Genova
Marcatori: 4' st Cavani rig., 38' st Cavani

Note: ammoniti Lavezzi, Rosi, Dossena, Aronica, Juan, De Rossi, Perrotta, Campagnaro, Cassetti.

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