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Gianni Minà: "Maradona un uomo generoso e di parola"

Il "cantore" del Pibe de Oro racconta il Diego uomo e calciatore

Il noto giornalista Rai Gianni Minà ha rilasciato un'intervista a Itasportpress. Ecco quanto evidenziato da Napoli Today:

Minà, che uomo è veramente Maradona?

"Un uomo molto generoso, soprattutto uno che mantiene la parola. Ricordo che prima di Italia-Argentina, nella semifinale del Mondiale '90 che poi gli azzurri perdettero, mi promise che qualunque fosse stato il risultato sarebbe venuto alla trasmissione che conducevo a mezzanotte in Rai. Bene: ancora in maglietta e calzettoni, dribblò gli altri giornalisti, dicendo: 'Scusate, ma io ho un appuntamento con Minà". Volevano sospendermi l'intervista per dare spazio agli altri, ma lui si rifiutò e urlò: 'Fate pure il teatrino che volete, ma io rimango qui con Gianni'. Pensai: guarda questo ragazzo, è sempre criticato, ma è una persona che invece ha un enorme rispetto. Ha fatto solo male a se stesso, ma l'informazione è stata feroce nei suoi confronti e pur avendo goduto della sua grandezza gli ha dato sempre delle mazzate".

Ci racconta il suo primo incontro con Diego?

"Volevo fare un'intervista diversa, non banale, con questo protagonista che tutti pensavano sarebbe stato il più grande giocatore di quell'epoca, non sapevano che sarebbe diventato il più grande della storia del calcio. Dissi al suo addetto stampa che volevo parlare non di tattiche, ma della vita. Era molto più intelligente di come veniva dipinto. Leggeva i giornali, sapeva quello che succedeva intorno a lui. Da lì nacque un rispetto e una fiducia reciproci, anche nei momenti più drammatici mi lasciava filmare tutto, persino le sedute con gli psicologi che incontrava per uscire dalla dipendenza dalla cocaina, ma io non le montavo. Noi non siamo ladri della vita privata degli altri. Questo è il malinteso, la brutta malattia del giornalismo moderno".

Oggi in che squadra lo vedrebbe? Magari nel Real, agli ordini di Mourinho...

"Con il portoghese andrebbe sicuramente d'accordo, quelli che hanno un carattere duro alla fine s'incontrano. Avrebbero fatto a testate, ma si sarebbero capiti. Credo però che sarebbe stato bene anche con Benitez, all'Inter. Il tecnico spagnolo è una persona molto paziente e umana".

Quale sarà la prossima tappa professionale di Maradona? Lui vuole la Premier, ma gli inglesi non lo amano molto...

"E' vero, ma sanno che gli argentini vanno d'accordo con la loro estetica del calcio. Vogliono entrambi giocare sempre all'attacco, non credo che avrebbero niente da ridire se Diego dovesse prendere qualche gol di troppo. In Sudafrica ha fatto più di quanto si potesse immaginare, basta vedere le figuracce di Italia e Inghilterra. C'è un pregiudizio verso di lui, sennò avrebbero apprezzato il suo lavoro".

Pensa di incontrarlo a breve?

"Ci sentiamo ogni tanto, quando viene in Italia ci vediamo, specie a casa di Bagni, nel suo 'buen ritiro" di Cesenatico. Lì sa che sta al sereno".

Minà, l'enigma del secolo: più forte Maradona o Pelè?

"Mi dispiace per Pelè, ma Maradona ha fatto le stesse cose del campione brasiliano quando il calcio era pressing e corsa, e non lento come negli anni '60. E poi bisogna ricordare che Pelè è rimasto protetto nel suo Brasile, mentre Diego ha affrontato l'Europa. E mi sembra che abbia pure vinto".

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