Italia-Argentina 90, Bartoletti: "E' ora di smentire la favola che Napoli non aiutò la Nazionale"

Il noto giornalista ripercorre quella notte di luglio al San Paolo di 30 anni fa

Il noto giornalista Marino Bartoletti ha voluto ripercorrere in un lungo post sui social la notte del 3 luglio 1990, quando al San Paolo di Napoli si giocò Italia-Argentina, semifinale dei mondiali di calcio.

"In questi giorni Rai Sport, per riempire i palinsesti, ha trasmesso alcune delle più importanti partite degli ultimi quarant’anni della Nazionale di calcio. Fino a ieri - con scrupolo puntuale e un po’crudele - ha replicato più volte la semifinale dei Mondiali del ’90 fra Italia e Argentina. E al di là del dolore che sicuramente tutti abbiamo provato a rivederla (certamente ricordando le emozioni e le sofferenza di quella notte), almeno per me che non l’avevo mai più rivista e mi ero fermato a sensazioni e ricordi, è stato utile e importante rianalizzarla a mente, diciamo pure, un po’ più fredda", esordisce Bartoletti.

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"Rivedendo la partita ho invece fatto una 'scoperta' su una cosa - ai confini delle leggenda metropolitana - che l’onda emotiva soprattutto del 'dopo' aveva sempre velato. Non è assolutamente vero che il pubblico di Napoli 'remò contro' la Nazionale! In quella maledetta notte sostenne gli azzurri con un calore incredibile dal primo all’ultimo minuto: e all’Argentina (Maradona compreso) riservò un’ostilità che in certi momenti si tradusse persino in fischi eccessivi. Quindi, al di là degli sciocchi rancori di chi ancora insiste sul fatto che 'non si sarebbe dovuto giocare al San Paolo' (fu l’Argentina ad arrivarci quasi 'abusivamente', non noi che avevamo fatto percorso netto) forse è arrivato il momento di smentire la favola che Napoli non ci aiutò. Di certo, come detto, non ci aiutarono la fortuna e neanche l’arbitro Vautrot (molto indulgente verso i picchiatori argentini); forse non ci aiutammo da soli, perdendo forze e lucidità nel momento più importante. Ma il pubblico fu veramente il dodicesimo giocatore in campo. Alla fine, purtroppo, andò così: con tanti, tanti, tanti rimpianti. Meritavamo quel Mondiale perché la nostra era la Nazionale più bella. En passant quella fu una notte che cambiò la mia vita. Ma credo che la cosa non interessi a nessuno", conclude Bartoletti. 

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