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De Laurentiis: «Al lavoro per il nuovo San Paolo già da 7 mesi»

Il Presidente azzurro ha già attivato un gruppo di architetti per ridisegnare il vetusto ed inadeguato impianto di Fuorigrotta. L’idea di De Laurentiis è di costruire «uno stadio nello stadio». In suo aiuto arriverà la Legge Crimi che garantirà al club partenopeo i diritti sullo stadio e importanti finanziamenti

"Io guardo sempre al futuro". E De Laurentiis al futuro ha cominciato a pensarci già da sette mesi. Da quando ha dato mandato ai suoi architetti di disegnare il nuovo San Paolo. L’idea del Presidente è di costruire «uno stadio nello stadio», perché l’ubicazione della casa del Napoli soddisfa appieno sia il patron che le istituzioni. Il San Paolo, trovandosi all’uscita della tangenziale e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, sta bene dov’è: «Non vogliamo assolutamente andare via da Fuorigrotta. Bisogna solo capire - dice De Laurentiis a Radio Marte – se il lavoro fin qui svolto dagli architetti non andrà in contrasto con quelle che sono le norme della nuova legge».

La grande apertura per la costruzione e la ristrutturazione dei vetusti stadi italiani è merito del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Rocco Crimi. La legge, approvata in Commissione di Senato, andrà ora al vaglio della Commissione Cultura della Camera. I tempi per l’effettiva entrata in vigore non saranno brevissimi, dal momento che dopo l’approvazione ci vorranno altri sei mesi per redigere il Piano triennale di interventi straordinari per gli stadi.

La legge Crimi verrà in soccorso non solo al San Paolo, ma a tutti gli impianti sportivi nazionali, in ottica della candidatura dell’Italia per gli Europei del 2016, a cui non ci si potrà presentare con strutture ancora così inadeguate.

Non è un mistero che a De Laurentiis infastidisca giocare le gare interne in uno stadio fatiscente come il San Paolo, con disagi che si ripercuotono sia sull’immagine del club che sulla vivibilità da parte dei tifosi. Sediolini divelti, servizi igienici luridi, tornelli ed aeree d’accesso troppo spesso congestionate sono la quotidianità per chi si reca a Fuorigrotta.

La Legge Crimi dovrebbe togliere d’impiccio sia il Comune che il Napoli dalla confusione che regna su a chi tocchi fare cosa. Palazzo San Giacomo, da cui con cadenza regolare giungono richieste d’aiuto per la gestione del San Paolo, oramai troppo onerosa per le casse comunali, potrà finalmente cedere i diritti reali di proprietà o di superficie ed anche le aree di pertinenza e accessorie, con affidamento diretto, al Napoli.

 Dalla sua, il club partenopeo, una volta assicuratosi i diritti sull’impianto, accederà ai fondi previsti dal Piano triennale, oltre che alle agevolazioni erogate dall'Istituto per il credito sportivo. Un surplus di danaro che consentirà di ammortizzare notevolmente i costi per la messa a nuovo del San Paolo e delle zone limitrofe.

Non è ancora dato sapere nei dettagli come De Laurentiis deciderà di intervenire materialmente sullo stadio. Difficile immaginare un’operazione in stile Sant’Elia di Cagliari, ossia con una nuova struttura inserita su quella preesistente, e ancor più l’abbattimento del San Paolo. Più probabile che il patron azzurro scelga invece di rimodellare l’impianto attuale, riqualificando anche e soprattutto la zona esterna che dovrebbe diventare un luogo attrattivo, per tifosi e non, da vivere tutta la settimana anziché nel solo giorno della partita. Ma tutto è ancora «in fieri», come ama ripetere De Laurentiis, che sull’argomento preferisce mantenere ancora un comprensibile riserbo. 
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