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Venerdì, 14 Giugno 2024
Calcio

Turris, Fontana: "Voglio vedere una squadra pronta. Fidelis Andria? Avversario vivo nonostante la classifica"

La Turris di Gaetano Fontana si appresta ad affrontare la delicata trasferta pugliese, queste le parole del tecnico in conferenza stampa

Quarto giornate al termine del campionato, la Turris deve alimentare l'obiettivo salvezza diretta. Dopo la vittoria nel testa a testa con il Messina, i Corallini si apprestano a sfidare la Fidelis Andria, ultima in classifica, in trasferta. Gaetano Fontana, intervenuto in conferenza stampa, ha così presentato la gara:

“Sappiamo che l’Andria sta preparando questa partita perché potrebbe essere uno degli ultimi appuntamenti per cercare di evitare la retrocessione diretta e giocarsi la salvezza attraverso i playout. Se qualcuno pensa che l’Andria sia una squadra demotivata o senza mordente, si sbaglia di grosso. Abbiamo analizzato l’ultimo trend, da quando è tornato Cudini abbiamo visto una squadra che affronta ogni avversario con la giusta mentalità. Ad esempio al Crotone ha dato molto fastidio. È una squadra viva, che c’è. Dobbiamo essere preparati dal punto di vista dell’atteggiamento, voglio vedere un gruppo pronto, soprattutto dall’inizio, dove l’ambiente avversario farà la sua parte. Gli ambienti del Sud sono particolari, la gente fa sentire il proprio calore ed affetto: questi aspetti, per gli atleti, sono linfa. C’è una partita da giocare, saremo undici contro undici. A questo punto della stagione, voglio vedere una squadra matura, convinta di giocarsela dal punto di vista fisico e tattico. Modulo? Non c’è mai stato un modulo casalingo o di trasferta. Le posizioni in campo sono sempre state le medesime. A seconda della strategia della partita e della disponibilità dei ragazzi, perché in settimana andiamo incontro ad infortuni e assenze, si fanno delle scelte. In campo non esistono moduli, sistemi o ruoli. C’è l’interpretazione a seconda della circostanza di gioco e c’è da capire cosa fare nella doppia fase di gioco. Essere più cinici? Si può migliorare quando hai il tempo per fare un certo tipo di lavoro che è specifico in fase di finalizzazione. Sono convinto che si può stare in campo per ore a lavorare, ma quello che sposta notevolmente la performance di un giocatore è quando riesce a far diventare l’allenamento la partita e viceversa. Per fare ciò devi lavorare e condizionare le emozioni che ti portano ad esprimerti in un determinato modo. L’atleta deve allenare questi aspetti, stiamo cercando di inserire dei concetti da questo punto di vista. Davanti alla porta, così come in altre zone di campo, le scelte sono determinate dall’aspetto mentale, ma anche le caratteristiche sono importanti. Bisogna saper gestire i momenti”.

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