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Massimo Romano

Giornalista-videomaker

Napoli 33, la cavalcata di Edy Reja: dalla delusione playoff all'Europa

Torna la rubrica che racconta gli anni del Calcio Napoli che hanno separato lo scudetto del 1990 da quello del 2023. Dal 2005 al 2009, gli azzurri, guidati dall'allenatore goriziano, passarono dalla serie C alla partita col Benfica in Coppa Uefa

Dalla delusione per la finale play off persa contro l’Avellino nasce l’embrione del Napoli che conquisterà il ritorno tra le grandi delcalcio. A guidarlo c’è sempre Edy Reja, l'uomo individuato da Aurelio De Laurentiis per sostituire, nel gennaio precedente, Giampiero Ventura. Sul mercato, la rivoluzione è profonda. Via quasi tutti i calciatori acquistati un anno prima per allestire la rosa in fretta efuria: Ignoffo, Scarlato, Consonni, Corneliusson, Corrent, Varricchio, solo per citarne alcuni.

2005-2006

Gli acquisti sono mirati e di qualità assoluta. Per la porta, Pierpaolo Marino sceglie Gennaro Iezzo, di Castellammare di Stabia, ultima stagione a Cagliari in serie A. In difesa arrivano Mirko Savini e Ruben Maldonado, a centrocampo gli uruguaiani acquistati dalla Sambenedettese Mariano Bogliacino e Nicolas Amodio.Restano i giocatori che hanno convinto: da Grava a Romito, da Calaiò a Pià, da Capparella al Pampa Sosa, da Fontana a Montervino.Il punto fermo di Reja è la difesa a 4, mentre dal centrocampo inavanti varia a seconda delle situazioni. In attacco Calaiò è intoccabile. Gioca da solo, come punto di riferimento di un tridente, o con un partner, che il più delle volte è Sosa. L’inizio fa presagire un campionato in discesa.

Ad agosto gli azzurri superano tre turni di Coppa Italia, battendo tre formazioni di categorie superiori: Pescara, Reggina e Piacenza (perderà a gennaio contro la Roma). In campionato vincono le prime tre partite senza subire gol.Poi, la squadra rallenta con qualche pareggio di troppo. Dopo nove giornate il Napoli Soccer è solo terzo. Ma la striscia vincente di novembre, con le vittorie su Pisa, Sangiovannese e Martina, vale il primo posto che il Napoli non abbandonerà più fino al termine della stagione. Questo nonostante la prima sconfitta subita sul campo del Perugia il 2 dicembre.

La prima svolta della stagione arriva nel big-match prenatalizio. Gli uomini di Reja fanno visita alla vera rivale per la vittoria del campionato: il Frosinone. Dopo 11 minuti il Napoli è sotto di un gol, ma Bogliacino, doppietta, e Pià regalano un 1-3 che sa di investitura ufficiale. Il resto lo fa il mercato di gennaio, che regala al mister innesti di valore per la categoria: i difensori Andrea Cupi e Luca Lacrimini e l’esterno destro IvanoTrotta. Gli azzurri affronteranno un altro periodo complicato, a cavallo tra gennaio e febbraio, quando perderanno 3 partite su cinque, tra cui anche il derby con la Juve Stabia (3-1).

Gli aggiustamenti tattici di Reja, che passa al classico 4-4-2, permetteranno alla squadra di riprendere il cammino e di festeggiarela vittoria matematica del campionato e la promozione diretta il 16 aprile, dopo la vittoria in casa contro il Perugia. Calaiò è capocannoniere del torneo con 18 reti, il Pampa Sosa è l'ultimo giocatore a indossare la 10 di Maradona. L’inferno è finito.

2006-2007

L’Italia ha appena vinto il mondiale, la Serie A è stata sconvolta dallo scandalo Calciopoli e ai nastri di partenza il Napoli, che nel frattempo ha riacquistato la storica denominazione (Ssc Napoli) trova un avversario pericoloso per la corsa alla promozione: la Juventus. A guardare i nomi delle squadre, non sembra di essere in cadetteria: Bologna,Brescia, Genoa, Lecce e Piacenza solo per citarne alcune.

Che De Laurentiis voglia puntare al massimo, però, lo si capisce dal mercato. La difesa viene stravolta: Marino riporta a Napoli Paolo Cannavaro dal Parma; pesca Domizzi dall’Ascoli e punta sul nazionale austriaco Garics. A centrocampo arriva Samuele Dalla Bona, ex ragazzo prodigio scuola Milan, con anni di Premier League nelle gambe. In attacco, i due pezzi da 90: il capocannoniere in carica della B Christian Bucchi e il miglior assist-man della categoria: Roberto De Zerbi.

Il progetto della società è chiaro: abbandonare il pragmatismo per un calcio più spettacolare. Reja ci lavora tutta l’estate. Inizia con un 4-3-1-2 a trazione anteriore, con Cannavaro-Domizzi a blindare la difesa davanti a Iezzo e De Zerbi alle spalle di Calaiò e Bucchi. L’avvio è scoppiettante. Gli azzurri superano tre turni di Coppa Italia ad agosto. L’ultimo di questi è contro la Juventus, battuta ai rigori dopo un emozionante 3-3, con tanto di gol in rovesciata di Paolo Cannavaro. All’esordio casalingo in campionato è 4-2 contro il Treviso, con doppietta di Bucchi. Ma è un fuoco di paglia. Nelle successive tre partite, il Napoli totalizza solo due punti e alla quarta di campionato è nono.I nuovi acquisti stentano. Con il passare delle giornate, Bucchi, De Zerbi e Dalla Bona scivolano in panchina. Reja abbandona lo spettacolo per tornare al pragmatismo e ad uomini fidati come Sosa. Per il big-match contro la Juventus vara il 3-5-2 che caratterizzerà anche le stagioni future. Finisce 1-1, con Bogliacino che risponde a Del Piero: gli azzurri sono sesti, ma la strada sembra quella giusta.

Lo dimostrano i 19 risultati utili consecutivi tra il 6 novembre e il 27 marzo. Montervino e compagni toccano il primo posto, anche se la Juventus di Del Piero e Trezeguet prenderà presto il largo e resterà da giocarsi il secondo posto con il Genoa. E’ il Napoli di Sosa e Calaiò, di Grava e Savini sulle fasce, degli inserimenti di Bogliacino. L’ultima giornata di campionato, il 10 giugno 2007, prevede la visita al Genoa terzo. La partita termina in parità. I punti di distacco tra il Genoa e la quarta, il Piacenza, sono 11 e per il regolamento significa niente play-off, ma promozione diretta delle due squadre. Il Napoli è tornato tra i grandi.

2007-2008

Chi si aspetta un mercato con i fuochi d’artificio, come negli anni precedenti, resta deluso. I costi della Serie A sono diversi e Pierpaolo Marino è chiamato a costruire una squadra ricorrendo a esuberi di compagini più blasonate e qualche scommessa. All’ombra del Vesuvio giungono due sconosciuti sudamericani: Ezequiel Lavezzi e Walter Gargano. A questi si aggiunge un under 20 slovacco acquistato dal Brescia: Marek Hamsik. Poi, tre giocatori più esperti: dal Parma Contini e dalla Juventus Blasi e Zalayeta. Nomi che non accendono l’entusiasmo della piazza.

Dopo tre anni, la famiglia De Laurentiis conosce le prime contestazioni. Ire che aumentano dopo la sconfitta casalinga all’esordio contro il Cagliari. Per la seconda giornata di campionato, il Napoli fa visita all’Udinese. Ed è in terra friulana che il popolo partenopeo scopre il Pocho Lavezzi. Gli uomini di Reja sono debordanti. Alla fine il risultato è di 0-5, con doppietta di Zalayeta ma è il numero 7 argentino a far ammattire gli avversari per 90 minuti. Alla terza giornata,contro la Sampdoria è la volta di Hamsik, che sigla il primo gol in massima serie.

Il Napoli, adesso, non sembra più così scarso. Il 3-5-2 di Reja non è spettacolare, ma spesso molto efficace. Grava e Savini sulle fasce sono molto più difensori che centrocampisti, eppure Zalayeta,Lavezzi e Hamsik si rivelano un tridente temibile, Blasi e Gargano sono mediani infaticabili. Già nel girone d’andata, gli azzurri regalano risultati eccellenti, come il 4-4 contro la Roma all’Olimpico e il 3-1 casalingo alla Juve. Al giro di boa il Napoli è 11esimo.

Il mercato di gennaio regala al tecnico elementi preziosi: il giovane Fabiano Santacroce in difesa, l’esterno Daniele Mannini, il mediano Michele Pazienza. Nel girone di ritorno gli azzurri fanno ancora meglio. Battono l’Inter (1-0), la Fiorentina (2-0), il Parma (1-2) e alla penultima giornata il Milan (3-1) di Nesta, Gattuso, Seedorf e Kakà. E’ la vittoria che blinda l’ottavo posto e la qualificazione alla Coppa Intertoto, l’anticamera della Coppa Uefa.

2008-2009

Per il ritorno in Europa, la società prova a rinforzare la squadra.Arrivano gli italiani Maggio, Rinaudo e Aronica, che sostituirà il partente Domizzi, più il centravanti argentino German Denis.Lasciano Napoli Sosa e Calaiò, simboli della rinascita azzurra. A luglio, la squadra supera di misura il Panionions nel turno di Intertoto (doppio 1-0) e il Vlazznia nel preliminare di Coppa Uefa(0-3 in Albania e 5-0 a Napoli) guadagnandosi il primo turno controil più blasonato Benfica. La poca esperienza giocherà a sfavore diCannavaro e compagni e dopo aver vinto 3-2 in casa, i lusitani passeranno il turno con il 2-0 del ritorno. In campionato, forti della preparazione anticipata, gli azzurri iniziano alla grande.

Alla nona giornata la squadra è seconda in classifica,al giro di boa è quinta. Il mercato invernale porta all’ombra del Vesuvio Jesus Datolo, presentato con un regale giro di campo. Ma nel ritorno il Napoli non vince più una partita e sprofonda in una crisi senza fine. Tra il 18 gennaio e l’8 marzo totalizza solo due punti in nove giornate, con sette sconfitte. Lo 0-2 rimediato in casa con la Lazio è fatale a Edy Reja, che dopo il triplo salto dalla C all’Europa, viene esonerato. Al suo posto, arriva l’ex ct Roberto Donadoni, che nelle ultime 11 ottiene due vittorie e cinque pareggi. Alla fine il Napoli è 12esimo e fuori dall’Europa.

Le precedenti puntate di Napoli 33

Il dopo-Maradona (1990-1996)

Il crollo in serie B (1996-1998)

Ritorno in A e nuova discesa in B (1998-2001)

Il fallimento (2001-2004)

L'inizio dell'era De Laurentiis 

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