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Nola, patron Nappi sulla retrocessione: "Sono qui a metterci la faccia, non cerco alibi. Ho fatto il possibile, vi racconto tutto"

Il presidente del Nola rompe il silenzio dopo la sconfitta contro il Pomezia: queste le dichiarazioni del patron bianconero

La stagione del Nola si è chiusa con la sconfitta nello spareggio con il Pomezia e con la retrocessione in Eccellenza. Il Presidente Luigi Nappi, con un lungo intervento, ha commentato ciò che è accaduto nella sua lunga avventura al timone del club: “È finita la stagione ed è tempo di bilanci, è evidente che questa retrocessione fa male a tutti ma in modo particolare al sottoscritto. Sono qui a metterci la faccia come dal primo giorno. Premesso che non cerco alibi, ma è giusto da parte mia puntualizzare alcuni aspetti. In primis è doveroso ringraziare gli sponsor che sono stati presenti e mi hanno sempre aiutato, soprattutto nei momenti di difficoltà. La mia storia nel Nola inizia nel novembre del 2021, quando ho rilevato questa società e sapevo che la situazione non era delle più floride, ma non avevo idea di quante problematiche ci fossero legate sia alle forniture che a danni d’immagine importanti. Di questo mio cammino, siamo riusciti a fare una controtendenza societaria e di risultati, acquisendo nuove figure e nuovi soci. Poi la squadra ci ha dato delle soddisfazioni, chiudendo il campionato a 51 punti, a tre punti dai playoff, nonostante fossimo partiti da appena 11 punti. È stata una cavalcata importante, il Nola si è salvato e siamo rimasti tutti entusiasti di quell’aggregazione creata”.

Sul nuovo ciclo partito l’estate scorsa: “Con la fine del campionato scorso, si sono creati tutti i requisiti per progettare qualcosa d’importante. Come società, ci siamo prodigati tanto. Su tutti la sede che, in cento anni di club, non è mai esistita ed ora c’è. Abbiamo aperto uno store che ha prodotto merchandising del Nola e fissato un ritiro in quel di Caposele con tanti nolani al seguito. Dal punto di vista tecnico ci siamo fidati e affidati a persone che ci hanno portato un progetto nuovo, che ha smantellato un gruppo che ci aveva dato tante soddisfazioni dal lato umano e sportivo. Questo è un mio grande rammarico. Il progetto tecnico garantito e raccomandato non ha dato i risultati sperati, quindi abbiamo optato per un taglio netto sia sul mister che sul direttore”.

Sui cambi tecnici dopo un’annata non semplice: “Dopo l’esonero di Rogazzo è finita la magia nella nostra società. C’è stato uno scossone societario dove l’individualismo ha preso il largo sull’amore per la maglia. Mi sono ritrovato da solo a dover gestire una squadra pronta ad andare via, a costruire una nuova rosa e a prendere un direttore nuovo, con un altro allenatore e il calendario diceva quattro trasferte in Sardegna. In quel momento della stagione, importante e delicato, abbiamo continuato a fare calcio a Nola nel nostro stile e nelle nostre abitudini. Ci siamo trovati a gestire una situazione abbastanza spiacevole, con calciatori decisi a lasciarci e difficoltà nel trovare giocatori pronti ad accettare, dato l’enorme chiacchiericcio fatto attorno a questo spogliatoio. L’arrivo di mister Cavallaro non ha portato risultati e la società ha deciso di prendere un terzo allenatore per svoltare la stagione. Con Ferazzoli sembrava essere giunta una dimensione, ma la classifica era deficitaria”.

Poi la precisazione e il ringraziamento all’amministrazione: “Voglio precisare come sono state trattate le persone che hanno orbitato attorno alla mia società. Sono state coccolate e trattate bene assieme alle famiglie, abbiamo fatto ritiro per dieci partite consecutive per tenere alta la concentrazione. In questo momento della stagione abbiamo giocato un derby importante davanti a 1200 tifosi, un’affluenza così non si vedeva da tantissimi anni qui a Nola. La partita con la Palmese ci ha illusi di poterci tirare fuori da questa situazione, ma così non è stato. Nel calcio si è legati ai risultati, al di là dell’impegno e dello sforzo. Esprimo profondo rammarico, in quanto società credo di aver fatto tutto il possibile. Sono stato sempre accanto alla squadra, forse più di un semplice presidente. Capisco il dispiacere per questo fallimento sportivo, ma come società credo di aver fatto di più di quello che era nelle possibilità di questa realtà. Vorrei fare una menzione sulla campagna abbonamenti. Ha riscosso un bel successo, ci tenevamo a riaccendere l’entusiasmo che da anni mancava a Nola. Sono consapevole che la struttura abbia lacune importanti, ma su questo discorso voglio ringraziare l’amministrazione e il Sindaco che sono stati sempre vicini al club”.

Sulla possibilità di cedere le quote, il numero uno è stato chiaro: “Prendo atto delle richieste nel farci da parte dopo questa retrocessione. Invito chiunque fosse interessato alle sorti del Nola Calcio nel venire qui e a parlarne con me. Ci prendiamo un tempo di quindici giorni nell’aspettare queste persone che hanno a cuore le sorti del club, diversamente comincerò a fare una valutazione che ci sarà da fare. La cosa che mi rammarica di più è che l’anno scorso si è salvato il Nola, quest’anno retrocede Luigi Nappi. Questa cosa non mi va giù, nel discorso collettivo ho cercato di coinvolgere tutti. Nola era al centro di un progetto, avrò fatto i miei sbagli nel valutare tante cose”.

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