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Lunedì, 24 Giugno 2024
Calcio

"Conte vive per la vittoria. Una volta mi spedì in tribuna per due partite perché dissi che ero stanco"

Parla un ex calciatore del nuovo allenatore del Napoli

“Lavorare con Conte è stato decisivo per la mia carriera, venivo da un anno di inattività per un infortunio al ginocchio. La preparazione del mister a Siena è stata una delle cose più dure che abbia mai affrontato in vita mia. Ho cercato di fare tutto per lui ed adeguarmi ai suoi enormi carichi di lavoro, ci sono stati anche momenti difficili, però alla fine devo dire che stare con lui è la dimostrazione che il lavoro paga. Conte è stato un condottiero e non mi ha stupito la carriera che ha fatto come allenatore. certo con lui non sono state solo rose e fiori". Così Luca Rossettini, ex difensore di Cagliari, Bologna, Genoa e Torino tra le altre, ha parlato a Radio Kiss Kiss Napoli di Antonio Conte, suo ex allenatore ai tempi del Siena.

"Ricordo che ad inizio stagione ebbi un episodio un po’ brusco con lui. Il martedì solitamente facevamo anche video, vedevamo la partita e l’analizzavamo. La preparazione era dura, prima della sfida con l’Atalanta eravamo annebbiati dalla fatica e gli palesai che ero un po’ stanco. Reagì in maniera dura. A fine seduta i cardiofrequenzimetri bippavano per il carico raggiunto. Gli dissi tipo: dovresti controllarli prima altrimenti non arriviamo alla partita. Ci fu uno scambio abbastanza vispo ed il giorno dopo mi scappò che eravamo stanchi, poi feci panchina e due tribune consecutive. Poi quando tornai tra i titolari e non uscii più dal campo. Conte è duro, ma leale, mi chiamò nel suo ufficio e ci chiarimmo su tutto. Con lui si viveva per centrare l’obiettivo, eravamo in B con il Siena e mi ricordo che a gennaio mi chiamò un club di Liga in Spagna e rifiutai perché volevo terminare il lavoro con Conte. Vive per la vittoria e per eccelere, inoltre è un tecnico che si è evoluto, è sempre aggiornato dal punto di vista tattico. Lui accetta sempre piazze che hanno bisogno di lui e di rilanciarsi. Conte vive per vincere, dopo un pareggio non era mai soddisfatto. Con lui vai oltre i tuoi limiti, questo crea mentalità. Quel Siena a marzo volava, una volta assorbiti i carichi vincemmo il campionato in scioltezza. Con lui fui anche convocato in Nazionale, ma non riuscii ad esordire”, ha aggiunto Rossettini.

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