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Calcio-mercato, si chiude senza colpi Vanno via Blasi e Montervino

Niente esterno sinistro né centrocampista fisico. Marino si dedica allo sfoltimento della rosa, cedendo l’ex capitano azzurro, che lascia Napoli dopo 5 anni destinazione Salernitana, e l’ex juventino che saluta sbattendo la porta: «Non ero più ben visto»

L'ultimo giorno di mercato non porta nulla di nuovo in casa Napoli, ma solo l’ulteriore sfoltimento di una rosa diventata troppo numerosa dopo gli arrivi estivi di Quagliarella e soci. Il bilancio finale parla di 10 acquisti e di 18 cessioni. Tra queste alcune annunciate, altre inaspettate. Come quelle di Francesco Montervino e Manuele Blasi, ceduti negli istanti immediatamente precedenti il gong conclusivo delle trattative.

Partenze che accomunano due giocatori che hanno significato tanto per la storia recente del Napoli. Montervino è stato il capitano della squadra degli ultimi 4 anni, quelli che hanno riportato gli azzurri nel gotha del calcio italiano, Blasi ha svolto un ruolo prezioso per quasi due anni, diventando pedina imprescindibile dello scacchiere tattico di Reja. Ma se per il “Guerriero” di Civitavecchia, così chiamato per il modo grintoso di intendere il gioco, potrebbe trattarsi di un semplice arrivederci (il Palermo lo ha tesserato in prestito con diritto di riscatto), per Montervino si tratta invece di un addio definitivo, un amore terminato, che l’ex capitano partenopeo ha voluto racchiudere in una lettera inviata al Corriere del Mezzogiorno: «Napoli è un’esperienza unica. Ho avuto e dato il massimo, mi ha restituito dignità di calciatore e di uomo, ma il matrimonio col club era finito. Non dava più nulla né a me, né a loro».

Una separazione in punta di piedi, come il centrocampista tarantino aveva oramai abituato, non alzando mai la voce nemmeno quando era stato messo ai margini del progetto tecnico. L’affetto per i colori azzurri e la serietà del professionista hanno sempre avuto la meglio. E così negli ultimi 24 mesi ha sempre preferito darsi un pizzico sulla pancia piuttosto che esternare il suo malcontento per lo scarsissimo utilizzo, svolgendo appieno i compiti del capitano non giocatore, di esempio da seguire per abnegazione negli allenamenti pur sapendo di non dover giocare la domenica successiva o per la perfetta vita da atleta, senza lasciarsi troppo sedurre dai piaceri della vita che inevitabilmente si fanno sentire assordanti da chi ha un conto in banca da nababbo. Un bacio ai tifosi, un abbraccio agli ex compagni e via, destinazione Salerno.

Blasi, invece, non ne ha voluto saperne di regalare alcun cioccolatino: «Ero mal visto da società ed allenatore. Che senso aveva continuare a rimanere a Napoli?». Una vera e propria entrata in tackle, di quelle che hanno sempre caratterizzato l’ex juventino, che con un po’ di autocontrollo in più e qualche cartellino giallo in meno sarebbe riuscito a convincere anche Donadoni, che però della riottosità di Blasi non voleva più saperne.
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