L'Unione Europea: ecco come smaltire le Navi

L'Europa legifera sullo smaltimento delle navi, spesso smantellate nel sud est asiatico senza alcun controllo ambientale

Se si pensa a Napoli non si potrà mai non pensare al suo mare, un connubio inscindibile che nei secoli ha reso la città partenopea uno dei porti più importanti di tutto il Mediterraneo. Ogni anno nei suoi moli transitano 7 milioni e mezzo di passeggeri e oltre 21 milioni di tonnellate di merci. Il porto è quindi per Napoli una risorsa fondamentale sotto tutti i punti di vista, da quello economico a quello turistico, da quello paesaggistico a l'importanza che ha assunto anche nella ricerca biologica e soprattutto nella cantieristica navale, punto di riferimento a livello mondielo

Riguardano anche Napoli lquindi le novità in arrivo dall’Europa, in particolare sul  tema tra navi e ambiente.Lo smantellamento delle imbarcazioni, infatti, è un fenomeno globale, che implica un traffico di circa 5,5 milioni di tonnellate di materiali potenzialmente rischiosi per l'ecosistema (in particolare morchie, oli, vernici, PVC e amianto). Le operazioni, altamente delicate, sono effettuate nel 90% dei casi nel Sud-est asiatico, utilizzando metodi molto inquinanti e rischiosi per la salute dei lavoratori, che non rispettano standard di sicurezza adeguati.

L’Unione Europea ha votato per creare forme di incentivi finanziari perché tutto l’iter del riciclo avvenga in modo sicuro, attraverso un fondo finanziato dall'industria stessa. Le istituzioni Ue vogliono assicurarsi che il procedimento di riciclo rispetti i diritti dei lavoratori e dell’ecosistema. In quest’ottica, chiede la piena applicazione del divieto di esportazione di rifiuti pericolosi anche alle navi che costituiscono un rifiuto e l’esplicito divieto di arenamento, un inventario di materiali pericolosi per tutte le navi che fanno scalo nei porti dell'Ue, nonché un Fondo basato su contributi obbligatori provenienti dal settore dei trasporti marittimi, blindando un procedimento ecologicamente corretto, nel rispetto di precisi standard prestabiliti, tenuti sotto controllo attraverso apposite ispezioni.

Dopo una gestazione di oltre sei mesi, la Commissione Ambiente è riuscita a ottenere che il riciclo delle navi da smantellare avvenga solo presso le strutture autorizzate dall’Unione Europea che rispettino i requisiti minimi, che le navi compilino un inventario delle sostanze pericolose presenti a bordo e che i proprietari delle imbarcazioni predispongano fin dal varo della nave un “piano di riciclo”. Spetta al Paese membro di provenienza del natante controllare e certificare il tutto. Queste disposizioni dovrebbero sia realizzare un fine ambientale che bloccare i tentativi di smaltimento navi compiute dalle organizzazioni criminali.

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