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Quali sono gli interventi agevolati che rientrano nel Bonus adeguamento luoghi di lavoro?

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito quali sono gli interventi edilizi che possono essere considerati agevolabili ai fini del Bonus adeguamento luoghi di lavoro. L’intervento dell’Agenzia si è reso necessario dopo che il proprietario di un locale ha richiesto il credito d’imposta per gli interventi che intendeva realizzare per aumentare le superfici disponibili con verande, porticati e lavori edilizi extra e favorire il distanziamento in linea con quanto richiesto dalle disposizioni di legge per contrastare la diffusione del Coronavirus. Gli interventi edilizi rivolti ad aumentare gli spazi utilizzabili avrebbero così favorito il rispetto delle norme sanitarie. L’Agenzia delle entrate ha ribadito che il credito d’imposta è richiedibile per le spese sostenute nel 2020 per un importo massimo di 80mila euro per tutti gli interventi edilizi eseguiti per contenere la diffusione del virus, specificando quali sono. Quali sono gli interventi edilizi utili a contenere il virus? L’Agenzia delle Entrate ha così elencato gli interventi edilizi che aiutano a ridurre la diffusione del coronavirus: • rifacimento di spogliatoi e mense, • realizzazione di spazi medici, • ingressi e spazi comuni, • acquisto di arredi di sicurezza, • interventi edili utili alla riapertura e alla ripresa dell’attività. Quali sono gli investimenti agevolati per cui richiedere il credito d’imposta? Gli investimenti innovativi rivolti all’acquisto e allo sviluppo di tecnologie e strumenti necessari per lo svolgimento dell’attività lavorativa e per il controllo della temperatura possono essere agevolati con il credito d’imposta da utilizzare in compensazione o ceduto ad altri entro il 31 dicembre 2021. L’Agenzia delle Entrate ha così negato il credito d’imposta al proprietario del locale che ne faceva richiesta, perché i lavori con cui avrebbe aumentato le superfici non erano strettamente necessari per il rispetto delle prescrizioni sanitarie emanate per contenere la diffusione del virus. Già nel mese di settembre l’Agenzia delle entrate si era espressa con parere negativo nei confronti della società che aveva richiesto il credito d’imposta fruibile per l’adeguamento dei luoghi di lavoro alle prescrizioni sanitarie, anche per le spese sostenute per la consulenza, la progettazione degli ambienti di lavoro, per l’addestramento e la stesura di protocolli di sicurezza. Quali altri interventi sono agevolabili per l’adeguamento anti-Covid? Si può richiedere il credito d’imposta del 60% per le spese sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, per un limite massimo di 60mila euro. Le apparecchiature BOR possono essere considerate Investimento innovativo? Se acquisti apparecchiature BOR (termo-scanner e termo-camere) puoi richiedere il credito d’imposta dal 45% fino al 60% perché sono ritenute investimenti innovativi necessari per lo svolgimento dell’attività lavorativa e per il controllo della temperatura. A cosa servono le termo-camere BOR? Le termo-camere BOR ti consentono di rilevare la presenza della mascherina e la temperatura corporea dei dipendenti, dei fornitori esterni e delle persone in visita e regolare così l’accesso ai locali in modo da contenere la diffusione del virus e tutelare la salute e la sicurezza dei luoghi di lavoro. Come funzionano le termo-camere BOR? Quando la termo-camera rileva una temperatura al di sopra del limite consentito o l’assenza del dispositivo di protezione, nega l’accesso ai locali. La gestione degli accessi con termo-camera o termo-scanner può essere affidata al custode virtuale che, in tempo reale e da remoto, monitora i valori rilevati dall’apparecchiatura e se non rientrano nei parametri consentiti per consentire l’accesso, avvia i protocolli di sicurezza.

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