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Crollo fatturato industria del 12%, OroItaly: “Il governo Draghi riparta dal Made in Italy”

Se il 2020 è stato il cosiddetto Annus Horribilis per l’industria italiana con un calo del fatturato che si aggira intorno al 12%, il 2021 non ci riserva nulla di diverso. Questo è lo stato delle cose, almeno stando ai dati dell’Istat che fotografano una situazione reale di cui molti avevano contezza, tranne che l’ex governo Conte che, tra mance ed elemosine di stato, aveva ben pensato di superare l’ostacolo gettando fumo negli occhi. L'attuale governo in carica targato Mario Draghi, persona che non si perde in fronzoli o spot elettorali, sta cercando di mettere una pezza alla questione, anche se, con il virus e le sue varianti ancora in circolazione, sarà molto difficile ripartire in sicurezza ed a pieno regime. Le filiere colpite, manco a dirlo, sono proprio quelle del Made In Italy, il fiore all'occhiello dell'Italia nel mondo. Tra questi il settore orafo e dei maestri gioiellieri, che rappresenta il maggior vanto tricolore, è uno di quelli che ha subito un calo drastico in produzione e vendita. “Se tutto è da parametrare al Covid, allora questo è solo l'inizio di una recessione profonda dalla quale usciremo non prima di aver trovato un ‘lanciafiamme’ biologico per il virus”. Esordisce in questo modo Salvio Pace, presidente di OroItaly, l’associazione di categoria che raggruppa molte e tra le più prestigiose aziende orafe. “Abbiamo sperato nel governo Conte, ma ci siamo visti recapitare le briciole di ciò che in Germania la Merkel elargiva alle imprese, poi abbiamo sperato nei cosiddetti ristori che, tutto hanno ristorato, tranne le criticità reali; poi siamo passati al governo metà tecnico e metà politico di Mario Draghi, al quale concediamo tutta la nostra fiducia ma solo se si arriva alla risoluzione dei problemi, ma quelli veri: mancati incassi, chiusure forzate, per molti il lastrico senza via d'uscita, e lo Stato con il fiato sul collo con tasse e scadenze fiscali”. Pace ha poi concluso: “si trovi una soluzione al più presto, se no l’artigianato d’eccellenza, il vero cuore del made in Italy, è destinato a scomparire”. Sul versante strettamente economico fa eco al presidente Pace il segretario generale di OroItaly Gianni Lepre , che tra le altre cose è opinionista economico del TG2: “ Gli incrementi congiunturali, che ci lascerebbero ben sperare, non sono altro che numeri ciclici nell'economia, specie quella che ristagna fin da troppo tempo. Resta il fatto, purtroppo, che nel 2020 abbiamo subito un -12% che ha annichilito la nostra economia che si stava risollevando dalla grande depressione del 2007. Lepre ha poi concluso: “Se il governo Draghi non mette mano alla defiscalizzazione totale almeno per tutto il 2021 e non mette sul tavolo ristori che garantiscano alle imprese tra il 60 e il 70 % delle perdite, avremo entro l'estate la chiusura di altre decine di migliaia di imprese con una perdita di miliardi di euro tra fatturati, Pil e mercato del lavoro”. Conclude l'intervento il consigliere di Oroitaly Alfonso Fontanella: “Noi dettaglianti siamo quelli che maggiormente abbiamo subito il Covid con l'impossibilità di tenere aperti i nostri esercizi e quindi a non riuscire a guadagnare nemmeno il minimo per poter far fronte alle spese vive. La speranza resta che il nuovo governo si prenda carico del nostro grido d'allarme e soprattutto ricordi che l'Italia ha fatta dalle piccole e piccolissime imprese e non dalle grandi industrie che si contano sulle dita di una sola mano”.

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