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Cashback di Stato al giro di boa: "Sarebbe stata una genialata azzerando i costi per le commissioni nel periodo natalizio"

L'8 dicembre è partito, con molte difficoltà, il sistema di rimborsi del 10% sugli acquisti effettuati nei negozi con pagamenti elettronici. Secondo la gran parte dei commercianti il successo dell'iniziativa potrebbe essere più ampio ed avere una ricaduta positiva sull'economia del Paese, a patto che le commissioni sulle transazioni via Pos vengano diminuite, permettendo ai cosiddetti dettaglianti, un introito reale. Sull'argomento è scesa in campo l'Associazione OroItaly, sodalizio nazionale degli Orafi che ha ribadito la questione, portando all'attenzione dell'esecutivo le criticità dovute ai mancati incassi del settore. "Il governo spinge verso un Paese cashless - esordisce Salvio Pace, presidente dell'associazione orafa - ma questa volontà non è supportata però da regole chiare che garantiscano l'economia del negozio. Voler contrastare l'evasione basandosi sulla tracciabilità delle transazioni monetarie non implica il fatto che il commercio debba pagare lo scotto di questa crociata di Stato con commissioni proibitive sulle operazioni elettroniche". Il presidente Pace ha poi concluso: "La vera sfida del governo sarebbe quella di annullare i costi delle commissioni, garantendo così, in questo periodo di pandemia sanitaria ed economico, un vantaggio immediato al commercio". Fa eco al presidente Pace, il segretario generale del sodalizio orafo Gianni Lepre, presidente del Club delle Eccellenze di Confesercenti Campania e Molise ed opinionista economico del TG2: "E' il classico gioco che non vale la candela sia dalla parte dei consumatori che da quella dei commercianti. Il sistema dei rimborsi al 10% sugli acquisti che rigidamente non possono superare la soglia dei 150 euro una inerzia a livello economico, anzi per dirla alla francese, una 'boutade'. Inverso sarebbe stato se lo Stato avesse messo in campo un 10% sul doppio della spesa effettuata, ed avesse, almeno per il periodo del primo Natale-Covid, azzerato i costi delle commissioni su transazione con pos". L'economista ha poi concluso: "Al governo manca la praticità, la flessibilità; l'economia non è solo una questione di aritmetica, ma anche e soprattutto di aritmia. E' il cuore che governa le scelte fatte dalla mente, non il contrario, ed i popoli si salvano col cuore, non con stupide e stucchevoli manovre di denaro che alla fine impoveriscono invece di arricchire". Parole pesanti quelle del prof. Lepre che però trovano conforto nei dati ufficiali come quelli di Istat, Svimez ed Ocse, e quelli meno ufficiali provenienti dai commercianti in trincea: "Bhè in effetti, per dirla alla Lepre, questo cashback dall'una e dall'altra parte della barricata, sembra un ulteriore bluff - esordisce Rino Sorrentino, consigliere OroItaly ed orafo dettagliante - una misera percentuale a fronte di acquisti natalizi che quest'anno saranno al minimo storico". La convenienza - continua poi Sorrentino - non esiste su entrambi i versanti, dopotutto pagare le spese dell'intermediazione sulle transazioni su cifre irrisorie, vuol dire aggredire i guadagni già miseri". "Sull'altro fronte - conclude Sorrentino - la garanzia del 10% su spese di 150 euro, significa omaggiare i cittadini con l'elemosina di Stato, a fronte di un cashback di Stato a dir poco ridicolo".

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