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Napoli: i protagonisti - Antonio Mattone

Giornalista, scrittore, è l'unico cui il boss della NCO Raffaele Cutolo abbia confessato un omicidio. Antonio Mattone si racconta al microfono di NapoliToday

Napoletano doc, da poco superato il giro di boa dei 60 anni, Antonio Mattone è quello che si definirebbe un "volontario storico". Ha infatti iniziato il suo cammino al servizio degli altri, con la Comunità di Sant’Egidio, subito dopo la maturità. Da allora non si è mai fermato: doposcuola ai bambini del rione Ises, quando Scampia era ancora un cantiere, assistenza agli anziani della Sanità, e i vicoli di Napoli. Poi la strada lo ha portato nelle grandi carceri, dove ha incontrato un'immensa umanità dolente. "Un giovane detenuto del carcere di Poggioreale mi ha detto che a Napoli non si può sognare, perché chi sogna si arraggia 'n cuorpo - dice al nostro microfono - e invece sognare è fondamentale, anche se non tutti i sogni poi si avverano, perché bisogna provare ad essere protagonisti della propria vita".

Ad Antonio Mattone in questi anni sono arrivate circa mille lettere dalle carceri e centinaia e centinaia sono i detenuti che ha incontrato, ascoltandone storie, sogni, speranze, paure. Tra loro anche uno dei killer più spietati della camorra napoletana e il capo della NCO, Raffaele Cutolo, che a distanza di 40 anni a lui ha confessato di essere stato il mandante dell'omicidio di Giuseppe Salvia, integerrimo vicedirettore del carcere di Poggioreale, fatto uccidere nel 1981 perché nel penitenziario opponeva la legalità e il rispetto delle regole al potere di Cutolo. Ne è nato un libro - La vendetta del boss, l'omicidio di Giuseppe Salvia per Guida editore - che restituisce non solo la storia di un eroe della lotta per la legalità negli anni più bui di Napoli, ma anche uno spaccato importante, preciso e impietoso degli anni '80.

"Lungo il mio cammino ho conosciuto una Napoli che non è facile vedere - spiega a NapoliToday - della nostra città l'aspetto più bello è sicuramente quello umano". Su cosa c'è di davvero brutto nella nostra città Mattone non ha alcuna esitazione: "si sintetizza in una sola parola - dice netto - la camorra. La camorra è il grande male di Napoli. Perché toglie speranza, toglie opportunità. Abbiamo una città meravigliosa che potrebbe valorizzare i giovani. E sono tanti i ragazzi che non conoscono la loro città: è per questo che si affezionano all'idea di un'identità violenta perché è l'unica che conoscono. Eppure ne conosco tanti di ragazzini, giovani, uomini che si sono riscattati, anche se le loro storie non fanno notizia". Questo percorso tortuoso tra delinquenza e riscatto è nel primo libro scritto da Mattone, per Guida editore, dal titolo eloquente: “E adesso la palla passa a me”, come gli disse un detenuto quando uscì dalla prigione, salutandolo

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