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Giovedì, 27 Gennaio 2022
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Sant'Antonio Abate: radici millenarie per la festa più proibita di Napoli

La devozione al Santo è molto radicata in diversi quartieri della città come anche nelle campagne campane, dove si svolgono riti in cui ha un ruolo fondamentale il fuoco

Precisiamo subito che il sant'Antonio che si festeggia a Napoli e in Campania il 17 gennaio non va assolutamente confuso con sant'Antonio da Padova.

Detto anche sant'Antonio il Grande, sant'Antonio d'Egitto, sant'Antonio del Fuoco, sant'Antonio del Deserto, sant'Antonio l'Anacoreta, sant'Antonio Abate è considerato fondatore del monachesimo cristiano e primo degli abati.

Nato in Egitto intorno al II secolo dopo Cristo da agiati agricoltori cristiani, rimasto orfano prima dei vent'anni con un ingente patrimonio, Antonio abbandona tutto per seguire la vocazione e diventa eremita.

I simboli del santo

Sono tante le leggende che si narrano su sant'Antonio Abate, tutte collegate alla sua iconografia. Fin dalle immagini più antiche, infatti, la rappresentazione del santo prevede alcuni simboli:

Croce a Τ (tau dell'alfabeto greco), spesso di colore rosso, sulle vesti o all'apice del bastone.

  • Bastone, spesso con l'apice a forma di T (tau)
  • Campanella
  • Maiale o cinghiale 
  • Libro delle sacre scritture, generalmente aperto(in mano o aipiedi o sostenuto da angeli).
  • Fuoco: sul libro o ai piedi, a ricordare la protezione del santo sui malati del cosiddetto "fuoco di Sant'Antonio", ovvero l'herpes.
  • Serpente, schiacciato dal piede.
  • Corona del Rosario, in mano o pendente dal bastone.
  • Aquila, ai piedi.

L'Ordine cui apparteneva era conosciuto per le abilità taumaturgiche e, in particolare, per curare piaghe e ferite con il grasso di maiale: da qui la raffigurazione assieme ad un maiale o cinghiale.

Focarazzi e focaroni

Eletto dal popolo a protettore degli animali domestici, i riti più significativi si svolgono in Irpinia, nel Casertano e, in  provincia di Napoli a Cicciano dove si teneva la processione degli animali domestici e la loro benedizione tra gli applausi degli spettatori.

A sera, nelle piazze, focaroni o focarazzi, a rappresentare la fine e l'inizio, il buio e la luce, non solo nelle campagne ma anche a Napoli con l'incendio del "cippo", costituito dai resti dell'albero di Natale e da qualsiasi altro materiale combustibile reperito in giro. Per questioni di sicurezza e ordine pubblico, l'usanza nella nostra città è vietata ormai da anni, ma comunque celebrata in diversi quartieri (in particolare a Sant'Antonio Abate, a Forcella, alla Sanità), in una sorta di continua sfida tra Stato e antistato. 

Era Covid

Anche quest'anno, come già nel 2021, processioni e feste sono sospese in tutta la Campania a causa della pandemia. Restano le celebrazioni religiose, con tutte le restrizioni imposte dalla normativa anti-contagio 

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