Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Antonio Mattone racconta il suo incontro con Raffaele Cutolo e la verità sull'omicidio di Giuseppe Salvia

Oltre 5 anni di lavoro e 80 interviste, compresa quella al capo della Nco, per restituire la verità sull'assassinio del vicedirettore del carcere di Poggioreale, condannato a morte dal boss perché uomo dello Stato che rispettava e faceva rispettare le regole

Foto A. De Cristofaro

Il libro di Antonio Mattone "La vendetta del boss, l’omicidio di Giuseppe Salvia", per Guida Editori, è una straordinaria operazione di restituzione. Ha infatti il grande merito di restituire non solo alla nostra città ma all'intero Paese il ricordo di un uomo giusto, Giuseppe Salvia, vicedirettore del Carcere di Poggioreale trucidato in un agguato plateale, sulla Tangenziale, all'altezza dell'uscita per l'Arenella il 14 aprile 1981, e la verità sui fatti, i meccanismi, le connivenze degli anni più bui della storia della nostra città che videro, tra l'altro, assieme all'assalto della camorra, il rapimento di Ciro Cirillo e azioni terroristiche. Per far capire il vero significato di quel delitto e chi era davvero Giuseppe Salvia per lo Stato, per Napoli, e per ognuno di noi, ci sono voluti quasi 40 anni, l’amore granitico della moglie di Salvia, Giuseppina Troianiello e dei loro 2 figli, Antonino e Claudio, e il coraggio e la tenacia di Antonio Mattone, giornalista, scrittore, portavoce della Comunità di Sant’Egidio che ha lavorato al libro ben 5 anni, spulciando archivi e intervistando ben 80 persone che conoscevano Salvia o, a vario titolo, erano state testimoni dei fatti che portarono all’omicidio.

Mattone, in particolare, è riuscito a intervistare Mario incarnato, sicario di Cutolo, autore materiale dell’omicidio, e, soprattutto, a far parlare - nella sua ultima intervista - il boss dei boss, Raffaele Cutolo, "o' prufessore e' vesuviana", capo della NCO, scomparso lo scorso 17 febbraio.

Sorrento Libro 25-3-2

Definito saggio romanzato, il libro di Mattone si legge tutto d’un fiato perché ha la straordinaria capacità di unire il ritmo e la prosa della grande cronaca, quella della migliore scuola, con momenti di grande poesia quando si racconta della famiglia di Salvia, delle sue origini, il legame con la nostra terra, la costruzione dell’amore con Giuseppina, gli amici, la nascita dei figli. Ne emerge il ritratto di un uomo buono, mite, giusto, la cui storia per tanti versi richiama quella di Giovanni Falcone: come Falcone, infatti, Salvia non voleva fare né essere un “eroe”, non era “un ingenuo sognatore” ma era un uomo giusto che credeva nella legge, la rispettava e, dal momento che era suo compito, suo dovere, la faceva rispettare. Antonino Salvia, il primogenito di Giuseppe, del padre dice: “Per capire appieno il senso del suo sacrificio non si può prescindere dalle condizioni in cui si lavorava all’epoca. Lui ebbe il coraggio di dire, con i fatti, che “nessuno è al di sopra della legge”.

Dopo una prima presentazione in streaming, a causa delle restrizioni anti-contagio, e una prima presentazione a Sorrento, nell'ambito della rassegna "Sorrento incontra", con Vincenzo Amendola sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Berdini direttore della Casa Circondariale Giuseppe Salvia, e Antonino Salvia, moderata dalla nostra giornalista Alessandra De Cristofaro, il libro sarà giovedì 8 luglio, a partire dalle ore 18, al centro di un incontro nell'Aula magna dell'Università degli studi di Napoli Federico II, cui prenderanno parte, con l'autore, il Rettore Matteo Lorito, l’arcivescovo di Napoli Domenico Battaglia, il procuratore di Napoli Giovanni Melillo e il Garante nazionale dei detenuti Mauro Palma. Modera Massimo Milone, direttore di Rai Vaticano.

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