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Il grande cuore di Papa Francesco raccontato dal giornalista napoletano Massimo Milone

Presentato all'Arciconfraternita dei Pellegrini, il libro di Milone, occasione per tornare a parlare in modo concreto di povertà

E' possibile oggi la fratellanza, quella del Vangelo di Cristo? È possibile ascoltare la voce di Dio, del povero, del malato, della natura, trasformando tutto ciò in uno stile di vita? La domanda che nel suo ultimo libro pone Massimo Milone, il giornalista napoletano che ha guidato prima la redazione Rai della Campania e poi Rai Vaticano, già presidente dell'Unione Cattolica della Stampa Italiana, ha la sua risposta fatta carne in Papa Francesco e nei suoi primi 10 anni di pontificato. "Sulle orme di San Francesco ci incamminiamo con Papa Francesco con la consapevolezza che mettendo insieme tutti i volti, anche feriti dell’Umanità, si può vincere, si possono sconfiggere le guerre, limitare la povertà, arginare i cambiamenti climatici, dialogare tra diversi, costruire insieme un mondo diverso", scrive infatti Milone in "Da Francesco a Francesco. Dieci anni di un Pontificato innovatore” per la Casa editrice Francescana di Assisi, con la prefazione del cardinale Mauro Gambetti, vicario generale del Papa per la Città del Vaticano, e le testimonianze di padre Enzo Fortunato, giornalista e scrittore, e Luca Caruso, portavoce della Fondazione Ratzinger.

Libro su pontificato Papa Francesco (Foto A. De Cristofaro - NT)

Il volume è stato presentato a Napoli nell’Arciconfraternita dei Pellegrini, in via Portamedina, nel cuore della Pignasecca. All'evento, dopo l’introduzione di Gianni Cacace, primicerio dell’Arciconfraternita, sono intervenuti l’arcivescovo emerito di Napoli cardinale Crescenzio Sepe, che ha portato a Napoli Papa Francesco ben due volte; il sindaco Gaetano Manfredi; il filosofo del diritto Fabio Ciaramelli; il giornalista Francesco De Core; l’assistente ecclesiastico dell’Arciconfraternita don Tonino Palmese; il direttore della comunicazione del Sacro Convento di Assisi fra' Giulio Cesareo.  A moderare l'incontro il presidente dell’UCSI Campania Guido Pocobelli Ragosta.

L'incontro è stato l'occasione per tornare a parlare in senso propositivo di povertà, questione dalle immense ricadute sociali, da cui nessuno può sentirsi escluso, a Napoli e nel mondo, e della necessità di uno sforzo congiunto e corale.  " Nei dieci anni di pontificato abbiamo incontrato due volte in udienza privata Sua Sanità e con affetto ha sempre chiesto di Napoli e dei suoi cittadini - ha raccontato Gianni Cacace, primicerio dell' Arcicofraternita dei Pellegrini - Papa Francesco ha sempre detto che i napoletani sono ottimisti, resilenti e generosi".

Particolarmente apprezzato l'omaggio musicale dell’Orchestra sinfonica dei Quartieri Spagnoli, con l'esibizione di un quartetto d'archi.

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