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Quando Papa Francesco imparò a dire "'A Madonna v'accumpagna": il racconto dell'arcivescovo emerito Crescenzio Sepe

Esilarante aneddoto a margine della presentazione del libro di Massimo Milone che racconta i primi 10 anni del pontificato di Papa Bergoglio

Una promessa strappata quando ancora non era Papa né si pensava lo sarebbe diventato, attraverso l'allora arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, portarono nella nostra città Papa Francesco la prima volta il 21 marzo del 2015: Scampia, Piazza del Plebiscito, il carcere di Poggioreale per pranzare con i detenuti, il Duomo, la chiesa del Gesù Nuovo e l'incontro con la gente sul lungomare: Bergoglio non volle rinunciare a nessuna delle proposte elencate dalla Curia partenopea. E al termine della lunga giornata, lasciando il palco allestito a Rotonda Diaz, tra la commozione dei presenti il Papa salutò dicendo: "Mi congedo da Napoli e ritorno a Roma, vi auguro il meglio e ca ‘a Maronna v'accompagne".

'A Maronna v'accumpagne

Quello stesso augurio in dialetto napoletano Sepe - come aveva avuto modo di raccontare - lo aveva rivolto a Bergoglio salutandolo dopo la sua elezione a pontefice. Nel video, girato in occasione della presentazione del libro "Da Francesco a Francesco. Dieci anni di un Pontificato innovatore” scritto dal giornalista napoletano già direttore di Rai Vaticano Massimo Milone per la Casa editrice Francescana di Assisi, presso l'Arciconfraternita dei Pellegrini, nel cuore della Pignasecca, Sepe racconta come ebbe modo di insegnare l'espressione - e la sua declinazione - a Papa Francesco che proprio in questi giorni ha superato la soglia dei 10 anni di pontificato.    

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