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1590 anni dalla morte di San Paolino di Nola: un ciclo di incontri lo ricorda

Il vescovo di Nola Francesco Marino: attualissima anche oggi la testimonianza di Paolino

Paolino di Nola, ovvero Ponzio Anicio Meropio Paolino nel V secolo è stato vescovo di Nola, città che ha sempre amato e dove aveva dei possedimenti. È ufficialmente il patrono dei campanari "ad orbis": a lui, infatti, è attribuita convenzionalmente l'invenzione della campana come oggetto "liturgico". Senatore, poi vescovo, poi schiavo in Africa, in un lungo cammino fatto di scoperta della fede, devozione e carità, Paolino riuscì a liberare dalla schiavitù diversi concittadini con cui intraprese un difficile viaggio di ritorno.

L'origine della Festa dei gigli

Paolino e i suoi concittadini, liberi dalla schiavitù, partirono dall'Africa e dopo un lungo viaggio sbarcarono sulla spiaggia di Torre Annunziata, dove vennero accolti dai nolani che portavano in segno di benvenuto mazzi di fiori: in ricordo di quell'accoglienza, la prima domenica dopo il 22 giugno, a Nola si tiene la Festa dei Gigli.

1590 anni dalla morte del Santo

A 1590 anni dalla morte di Paolino di Nola, un ciclo di incontri on line (attraverso la piattaforma Eventbrite - per informazioni info.paolinonola@unina.it) ricorderà la figura e, soprattutto, il valore della testimonianza costituita dalla vita del Santo, "il cui carisma affascina tutti ancora oggi", come spiega Teresa Piscitelli, docente dell'Università degli Studi di Napoli Federico II e presidente del Centro Studi e Documentazione della Biblioteca diocesana San Paolino, che costituisce un'importante realtà accademica.

Il convegno

Quattro gli incontri, dalle 15 alle 18, per parlare della figura di San Paolino, con tanti relatori e tutti di alto spessore.

Il 10 maggio si terrà l'apertura, con i saluti del vescovo di Nola, Francesco Marino, Gaetano Manfredi, già ministro dell'Università, Matteo Lorito, rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, Andrea Mazzucchi, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici della Federico II.

Coordinatori, nei successivi pomeriggi, con la presidente Piscitelli, il vescovo Enrico Dal Covolo, Benedetto Clausi, dell'Università della Calabria, e Marcello Rotili, dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

"Sono davvero felice di questo convegno - ha dichiarato il vescovo Francesco Marino - Paolino è un modello attualissimo di fede, di intelligenza, di amicizia; seppe tessere una rete di relazioni di respiro mediterraneo che animò il suo tempo. Fece di Nola un crocevia della cristianità, divenendo lui, già poeta e intellettuale, anche architetto: fece della bellezza uno strumento di annuncio di Gesù Cristo e del suo Vangelo e anche di cura del bene comune».

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